Vuoi lasciare l’Italia? Prima passa alla cassa. È la provocazione da cui parte questo video sulla proposta di Exit Tax per le persone fisiche: un meccanismo che, a determinate condizioni, potrebbe tassare le plusvalenze dei tuoi investimenti quando trasferisci la residenza fiscale all’estero, anche senza aver venduto nulla.
Al momento della preparazione del video, la misura è una proposta nella manovra 2027, non una legge approvata. Nel testo discusso si parla di almeno 800.000 euro nei beni e diritti interessati e di ulteriori requisiti, tra cui la residenza fiscale in Italia per almeno sei dei dieci anni precedenti.
Sono previste possibilità di differimento e casi di rimborso: questo non elimina la questione degli anticipi e della liquidità necessaria per affrontare un trasferimento.
“Tanto riguarda solo i ricchi”: ma basta questo per disinteressarsene? Non c’è un abbassamento delle soglie già previsto. Le regole possono però cambiare, così come il nostro patrimonio e i nostri progetti. Aspettare di essere coinvolti personalmente significa rinunciare a discuterne prima.
Partendo dall’Exit Tax, allargo il discorso alle imposte che incidono sui risparmi e agli ostacoli che incontriamo quando cerchiamo più indipendenza. La domanda è concreta: quanto siamo liberi di usare ciò che abbiamo costruito per cambiare lavoro, Paese o stile di vita?
Richiamo anche i precedenti video sulle residenze a Panama e in Paraguay e sui conti bancari esteri. Informarsi sulle alternative serve a chi vuole partire e a chi vuole o deve restare.
Un conto estero non cancella gli obblighi fiscali italiani: conoscere le possibilità legali e pianificare per tempo è il punto di partenza per scegliere con maggiore autonomia.
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