Ieri sera tornata distrutta, ho deciso di mettere su un film leggero e la mia scelta è caduta su Barefoot.
Barefoot è un film 2014, diretto da Andrew Fleming con Evan Rachel Wood e Scott Speedman.
Evan rachel wood a me piace molto, la trovo delicata e graziosa e in questo film, adorabile.
Premetto il film è una cosa molto leggera e godibile, che offre piccoli spunti di riflessione in maniera blanda e non pretenziosa.

La trama, raccontata a modo mio..
Jay è un bel ragazzotto di ricca famiglia, uscito da pessimi investimenti e spudorate peripezie, si trova ad essere la pecora nera della casa.
Indebitato fino al collo e imbegato in loschi affari, accetta un lavoro come lavapavimenti in un ospedale psichiatrico.
Dove oltre a pulire si diletta anche a chiaccherare con i pazienti, loro nel loro mondo distorto e lui nel suo, non troppo distante dal loro, ma ancora socialmente accettabile.
Un giorno decide che è l' ora di farsi aiutare dai suoi odiati genitori, l' occasione si presenta con l' invito al matrimonio dell' impeccabile fratello, ma qui casca l' asino, Jay deve portare ad ogni costo la sua ragazza.
Lui, allergico alle storie serie e frequentatore di ballerine di lap dance, non è il tipo da fidanzatina.
In una rocambolesca telefonata di famiglia, Jay si inventa una fittizia fidanzata infermiera conosciuta a lavoro, una lieve menzogna anche su di esso, da lavapavimenti si finge impiegato!
Ma cosa vuoi che siano delle piccole e innocenti bugie?
E da questo punto in poi che per lui cominciano i problemi, dove trovare una fidanzata da portare alle nozze del fratello?
Vano ogni tentativo di far colpo sulle infermiere o sulle sue abituali frequentazioni. Nessuno vuole accompagnarlo.
L' arrivo di una nuova paziente all' ospedale psichiatrico ribalterà la situazione, Daisy, giovane graziosa che ha vissuto una vita intera chiusa con la madre, i dottori dicono senta le voci, è dolce, ingenua e spaurita. La vittima ideale.
La ragazza è nella sua stanza e nella notte un inserviente cerca di abusare sessualmente di lei, Jay che è il classico mascalzone dal cuore d' oro, gli affibbia un destro, mettendosi così nei casini, già lo hanno ripreso più volte per i suoi contatti poco formali con i pazienti, figuriamoci se non lo buttano in galera per aver picchiato un inserviente.
L' unica via è la fuga, con lei al seguito. I due si troveranno coinvolti in un avventura inverosimile dove avranno occasione di conoscersi.
Daisy non ha mai visto il mondo, e ogni cosa fuori gli crea panico e emozione, non conosce mezze misure o regole sociali. Jay coglie al volo l' occasione per sfruttare l' ingenuità della ragazza a suo favore, le chiede di fingersi infermiera e di andare alle nozze del fratello. Lei accetta seppur titubante.
Nonostante le iniziali difficoltà, la sua famiglia sembra apprezzare Daisy e non fare troppo caso alle sue stramberie, come quella di camminare a piedi scalzi.

Il matrimonio procede, fino a che il finto rapporto tra i due non viene sgominato dal padre di Jay, Daisy in crisi fugge e Jay con lei. Non sono stati abbastanza bravi a mentire e per Daisy il mondo è ancora troppo strano e invivibile.
Si confidano e lei gli dice " Ho ucciso mia madre".
Jay non si scompone, il mondo è strano, cattivo, i matti pure, ma non è forse strano e cattivo pure lui?
Solo che nessuno lo ha mai diagnosticato.
Ma sarà vero quello che dice Daisy?
Daisy è davvero pschiatrica o c'è stato un errore di valutazione?
I due fuggono assieme, e si scoprono a vicenda, non si capisce chi sia davvero il matto, la dolce e impaurita Daisy o l' infelice Jay?.
Quale è la linea sottile che divide normalità da pazzia?
Non è forse poi così strano camminare a piedi nudi. Non più strano di tante altre cose.

Daisy ha paura del mondo, Jay anche. Riusciranno a capirsi, ad amarsi?
Riuscirà Daisy a dimostrare di non essere malata?
Ma solo particolare.
Per saperlo vi invito a vedere il film, non voglio prendermi la responsabilità di nessuno spoiler.
Il film personalmente mi è piaciuto, specialmente come è stato costruito il rapporto tra il protagonista e i pazienti, con leggerezza, senza demonizzare chi soffre di patologie psichiatriche.
Forse banalizzandole un attimo, in favore di una trama leggera ma comunque non trattandole, come molto spesso accade, con la pesantezza di una condanna.

Immagini prese da:http://www.filmtv.it/film/65631/a-piedi-nudi/foto/1133480/