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Ant-Man & the Wasp

Piccoli supereroi crescono
Ritorna Ant-Man
Ant-Man aveva fatto il suo esordio nel Marvel Cinematic Univers circa 3 anni fa con un lungometraggio a lui dedicato. In seguito aveva partecipato alla Civil War dove aveva spalleggiato il cosiddetto team Cap accanto appunto a Capitan America.
Lo ritroviamo in casa, agli arresti domiciliari, ipersorvegliato e lontano dalle tanto amate nanotecnologie e dalla coppia Pym - Van Dyke. Gli accordi di Sokovia sono stati violati in germania durante la civil war ed ora Ant-Man rappresenta una minaccia e pertanto viene relegato in casa accanto alla sua figlioletta.
Lo troviamo alla vigilia della fine del suo incubo e lontano dai suoi collaboratori che sono attualmente in fuga a causa della caccia delle autorità ai loro danni con l'accusa di aver aiutato Ant-Man ad essere Ant-Man.
Paul Rudd riprende le vesti dell'uomo formica, Michael Douglas quelli del professor Henry Pym e la bellissima Evangeline Lilly quelli di Nadia.
Benedetta leggerezza
A livello di tono la Marvel è riuscita a creare uno stile riconoscibilissimo per cui ogni film, serie tv Marvel è pregna di un humour e di una leggerezza che è comune a tutti i prodotti di questo universo.
Basti prendere il Tony Stark di Iron Man fino ad arrivare all'eccesso rappresentato dai Guardiani della Galassia per capire quanto la leggerezza, quella fatta bene, quella buona, pervada questi prodotti.
Paul Rudd ed il suo Ant-Man proseguono in questa direzione e questo secondo capitolo dell'uomo formica è un susseguirsi di battute, riferimenti e strizzate d'occhio fatte sempre sul filo della sottile ironia, della battutine quasi in stile English, mai di troppo e mai sopra le righe. Questo tono di fondo permette di nascondere eventuali buchi di sceneggiatura o trame un pò più deboli ed intrattenere alla grande il pubblico.
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Entertainment
La visione di Ant-Man ci fa riscoprire il fascino dell'intrattenimento e ce ne fa capire anche gli eventuali limiti.
In questo film la trama è abbastanza debole e secondaria, si cerca di recuperare dal regno quantistico la mamma di Diana finita li 30 anni prima ed imprigionata da anni.
Non esiste un vero villain. Non avvertiamo mai un vero pericolo e non c'è il Thanos della situazione a farci tremare.
Non vi sono effetti speciali rivoluzionari ma tanti ottimi effetti oramai classici ed usati benissimo.
Non ci sono star hollywoodiane di grido come avvenuto in altre occasioni.
Tutto lascerebbe pensare al fallimento della pellicola e invece...
Invece Ant-Man funziona.
Funziona perchè riesce a regalare 2 ore di sano intrattenimento.
Riesce perchè il tempo passa con una velocità imbarazzante.
Funziona perchè le gag ed i collegamenti metatestuali sono pregevoli.
Funziona perchè è un film Marvel puro senza troppi fronzoli e troppi rimandi drammatici che in altri film dell'universo abbiamo piacevolmente ammirato.
Funziona perchè gli attori sono in parte e soprattutto sembrano essere familiari.
Funziona perchè la scena post credits è un rimando chiarissimo al finale di Infinity War e fa sognare, sperare e creare attesa.
Funziona perchè da oggi Ant-Man è un pò più Ant-Man, è un pò più parte di questa immensa famiglia che la Marvel ha creato e continuerà a creare in attesa del debutto della prima supereroina a cui sarà dedicato un intero film (Captain Marvel) e della seconda e conclusiva parte di Infinity War.

Perso tra le montagne di Twin Peaks mi ritrovai ad Albuquerque dove un furgone mi trasportò a Westeros e a Westworld successivamente dove ritrovai una cabina telefonica inglese con un Dottore pronto a giocare a Basket o a Calcio con me e a parlare di sociale, politica, futuro, persi come fossimo sull'isola di Lost.

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