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Genius: Jude Law & Colin Firth su Netflix

Review by @serialfiller · 2241d · of Genius

Genio!

Che parola abusata.

Qualcuno scrive una bella canzone e subito viene definito geniale.

Ecco una nuova linea di abbigliamento particolarmente innovativa e tutti a gridare al genio.

Piomba nelle nostre case un bel film e tutti a sgomitare per recuperare la filmografia di quel genio dell'autore.

Ecco perchè dopo la serie tv "Genius" di History Channel dedicata ad Albert Einstein e Pablo Picasso (loro si che sono geni indiscutibili) era difficile approcciare un film il cui titolo era identico e la cui trama sembrava una classica e sterile ripetizione di stilemmi visti e rivisti.

Netflix nel suo sconfinato catalogo ha proposto da qualche tempo un film dello sconosciuto Michael Grandage dal titolo appunto "Genius".

Perchè vederlo allora?

Innanzitutto per il cast.

Una pellicola che riesce a mettere insieme il poliedrico Jude Law, il monumentale Colin Firth, la sempre bellissima Nicole Kidman e la capacissima Laura Linney, nonchè Dominic West nei panni di Hernest Hemingway e Guy Pearce nei panni di Scott Fitzgerald, merita attenzione.

In secondo luogo perchè la storia che il regista voleva raccontare non era la solita storia ma quella di Thomas Wolfe, poeta e scrittore del primo novecento, e della sua amicizia con Max Perkins, il più grande editorialista del suo tempo, interpretati rispettivamente da Jude Law e Colin Firth per l'appunto.

Un focus ben preciso dunque e non un biopic molto lineare sulla vita di un grande genio del novecento.

Immagine priva di diritti di copyright

Nella vastità del catalogo Netflix ed in generale in un panorama cinematografico e televisivo la cui offerta è smodata è molto facile perdersi titoli come questo e francamente sarebbe un peccato.

Il film è delicato ed emozionante e capace di far sognare grazie alla sterminata passione e al tormento che affligge i 2 protagonisti che si troveranno a collaborare alla stesura dell'opera prima di Wolfe e finiranno per divenire amici stretti da un rapporto che assume a volte il tono di quello che si potrebbe avere tra padre e figlio ed altre fra 2 anime complici e affini seppur manifeste in atteggiamenti e vite agli antipodi.

Max è uomo di famiglia tutto di un pezzo, capace di portare avanti con piacere il proprio dovere e di creare intorno a se sempre le condizioni migliori per far star bene i propri autori cosi come le proprie figlie, i propri collaboratori cosi come sua moglie.

Tom è uno scavezzacollo, anima complessa che si strugge tra alcol e notti insonni alla ricerca della storia perfetta da raccontare, di trame universali condite dalla sua poesia senza tempo, tra amori e passioni in cerca di vivere al massimo ogni istante della sua vita.

Eppure queste 2 persone opposte finiscono per essere 2 anime in eterna simbiosi. C'è rispetto fra loro, si ascoltano, si annusano, si fiutano, scambiano pensieri in libertà riuscendo a migliorare se stessi grazie all'altro.

Nel mezzo 2 donne sacrificate sull'altare delle passioni, delle ambizioni ma soprattutto dell'amore verso la poesia e la prosa di questi 2 giganti.

Tom era un genio, lo si capisce dai suoi scritti e dalla sua storia, ma Max ha saputo dare ordine a quel genio, lo ha saputo coltivare, rinvigorire, indirizzare, cesellando qua e la le migliaia di pagine che Tom ogni volta gli presentava ma nel timore di "deformare" il suo genio, la sua prosa, la sua poesia.

Un film che tocca corde che solo grandi classici sanno toccare, con qualche difettuccio qua e la che non lo rende un capolavoro ma non per questo lo relega nei meandri dei film dimenticabili o semplicemente sufficienti.

Sarebbe un peccato perderselo.

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