Ci sono sezioni del grande libro raccontato da Misha Green che mostrano con estrema efficacia il disagio del popolo afroamericano nella vita quotidiana.
Pensiamo, ad esempio, a quando Ruby, grazie a William / Christine, riesce a realizzare il suo sogno di essere una donna bianca, o meglio di essere trattata come una donna bianca.
La sorella di Leti, sarà vittima di sè stessa, dei suoi sogni, delle sue ambizioni.
Quell'epifania sarà vissuta come un ulteriore momento di rabbia, diverrà un ulteriore mattone da posare sulle fondamenta dell'odio verso l'uomo bianco e della voglia di prendersi tutto, di acciuffare la vita per i capelli e gridare al mondo intero che anche le persone di colore esistono, che anche le persone di colore possono essere utili, interessanti, vive, acculturate, emancipate.

Ruby credeva che bastasse essere una donna bianca per superare tutte le problematiche legate all'essere nero. La sua metamorfosi le rivela che essere una donna di colore è molto peggio di quello che lei potesse immaginare. Le porte non sono chiuse ma socchiuse. Potrai aprirle scendendo a compromessi. E' forse una rivelazione anche peggiore dell'immaginare che tutto fosse sbarrato. Pensare che il suo popolo possa lasciarsi corrompere è doloroso, notare che l'uomo bianco è disposto a tutto pur di ottenere il proprio soddisfacimento personale, il proprio piacere, la propria lussuriosa soddisfazione è un ulteriore elemento che le permette di rassegnarsi da un lato e fortificarsi dall'altro.
La sua storyline parte in sordina ma emerge episodio dopo episodio, affermandosi come una delle più interessanti. https://www.serialfiller.org/post/lovecraft-country-una-magia-contro-il-razzismo Follow me
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