Holy Motors
Un appuntamento con il cinemaQuando il cinema va dallo psicologo
A tutti sarà sicuramente capitato di aprire il proprio motore di ricerca a caccia di quelli che per la critica e i siti specializzati possano essere i migliori film, dell'anno o degli ultimi 10 anni, o di sempre. Nella lunghe liste che il web tira fuori ci saranno sempre un manipolo di titoli sconosciuti ai più e magari oggetto di film prodotti e realizzati lontani dalle luci di Hollywood. Spesso certi la poca fama di quel film o la provenienza di altri saranno respingenti per noi, fino ad andare su firme più rassicuranti e perderci dei piccoli gioiellini. Se per esercizio vorreste provare a ricercare i film migliori degli anni 2000 son certo che apparirebbe quasi sempre un film francese, di un regista poco noto, con degli attori sconosciuti ai più che forse tendereste a depennare velocemente. Non fatelo. Appuntatevi il nome di quel film e recuperatelo. Con Holy Motors entrerete in una limousine fatta di metatestualità e di autoanlisi del cinema nei confronti di se stesso. A dare il là a questo piccolo capolavoro è il regista Leos Carax che si serve del talento del suo attore feticcio per eccellenza, un Denis Lavant in stato di grazia che qui si moltiplica per dare forma e vita ad una serie di personaggi di difficile interpretazione ma che troveranno presto un minimo comun denominatore. In concorso al festival di Cannes del 2012 il film è stato accolto trionfalmente nonostante si temesse per un vero e proprio flop vista la struttura atipica del film e il messaggio trasmesso.
Ho la costante certezza che un giorno morirò

Holy Motors potrebbe essere uno di quei film che vi costringeranno a rileggere fiumi di recensioni per capire meglio ciò che avete visto.
Il film è strano, davvero strano ma come tutto ciò che è diverso, è unico finisce per attrarre inesorabilmente. Scena dopo scena, anzi appuntamento dopo appuntamento, si ha la costante sensazione che la direzione verso cui ci voglia portare Carax sia molto diversa da quella che inizialmente pensavamo fosse possibile.
Su questo ci viene incontro lo splendido inizio del film che ci proietta letteralmente dentro un cinema, una sala con un grande schermo che proietta immagini prive di senso, una sala dove albergano bambini e strani animali e all'interno della quale ad un certo punto arriva lo stesso Carax ad impersonare uno spettatore venuto dal nulla intento a guardare delle immagine che sembrano piombare anch'esse dal nulla, ferme li ad attendere un possibile significato.
Alcuni non credono più in ciò che vedono.Che cosa ti fa andare avanti, Oscar?
La stessa cosa che mi ha fatto iniziare: la bellezza dell’azione.
La bellezza? Si dice che è nell’occhio, nell’occhio di chi guarda.
E se non c’è più nessuno a guardare?

Follow Me Perso tra le montagne di Twin Peaks mi ritrovai ad Albuquerque dove un furgone mi trasportò a Westeros e a Westworld successivamente dove ritrovai una cabina telefonica inglese con un Dottore pronto a giocare a Basket o a Calcio con me e a parlare di sociale, politica, futuro, persi come fossimo sull'isola di Lost.

