A cavallo fra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 l'Italia, ed il mondo occidentale in generale, fu travolta dalla piaga dell'eroina. Milioni di ragazzi e ragazze si trascinavano maldestramente fra le strade, come veri e propri zombie metropolitani, vittime inconsapevoli di una droga che lacerava ogni emozione e limitava ogni azione. La conseguenza indiretta di quegli abusi si riversava sulle famiglie malcapitate che si vedevano scippare sogni e speranze, oltre che tanto denaro, vedendo la violenza con cui i propri figli chiedevano sempre più soldi per potersi bucare. L'eroina aveva causato migliaia, forse milioni di morti, ma aveva ridotto al lastrico e aveva annichilito molte più persone, specie le madri e i padri di giovani vagabondi incapaci di intendere e di volere.
Uno dei tanti meriti di SanPa e aver saputo inquadrare duramente lo spaccato di un'Italia dove gli eroinomani erano tanti ma erano un non problema sociale, erano affare degli eroinomani stessi e delle loro famiglie. SanPa è anche il racconto di un'Italia travolta e tramortita, colpita e affondata ma le cui istituzioni hanno, ancora una volta, girato lo sguardo altrove o, addirittura, stando alle teorie più o meno complottiste favorito l'esplosione dell'eroina in modo da placare animi e menti di giovani dal vissuto magari tormentato ma capacissimi di intendere e di voler, al punto da inaugurare negli anni '60 una stagione di rivolte sociali pacifiche e ancora oggi attuali.
Lo si capisce anche dal linguaggio spesso forbito di alcuni degli interlocutori che Gianluca Neri (autore della docuserie) ha scelto per raccontare from the inside quello che è stato ribattezzato il "miracolo San Patrignano".
Non si può pensare di analizzare il fenomeno SanPa ed il miracolo San Patrignano, senza avere contezza del contesto nel quale Vincenzo Muccioli si mosse per fare quello che ha fatto, nel bene e nel male.
Come dirà Fabio Cantelli, uno degli ospiti della serie e della comunità e principale protagonista della serie stessa insieme a Walter Delogu e il medico Boschini, se vuoi parlare di San Patrignano devi abbandonare logiche assolute, devi lasciarti alle spalle una visione della vita assoluta, fatta di bianco e nero.
Facciamo un passo indietro.
SanPa è la docuserie in 5 episodi, della durata di circa un'ora ciascuno, prodotta da Netflix e ideata da Gianluca Neri autore e produttore italiano particolarmente interessato alle grandi storie italiche contorte, discusse e anche avvolte dal mistero.
Ed è importante sottolineare come alla guida di questa riuscitissima docuserie ci sia un italiano, un uomo che ha a cuore determinate storie (basti pensare che già si parla di un suo coinvolgimento su un progetto basato sulla tragica vicenda occorsa alla povera Yara Gambirasio) e che è stato capace di raccontarle tenendo fede al tessuto socio - culturale tipico del nostro paese.
Il format ed il taglio internazionale che viene dato alla serie, grazie ad alcuni espedienti tipici della serialità come il succulento cliffanger che chiude ogni episodio, un "must" per le serie tv che vogliono lasciare lo spettatore col fiato sospeso tra un episodio e l'altro, mescolato ad un racconto molto italiano, come direbbe Stannis La Rochelle in "Boris", permette a SanPa di essere un prodotto apprezzato e capito da noi abitanti dello "stivale" ma al contempo di non risultare cosi estraneo e indefinito al pubblico internazionale.
Tornando, invece, al cosa racconta SanPa, volendo fare una breve e facile sinossi, essa non è altro che un documento di quanto avvenuto tra gli anni '80 e i '90 in quel di San Patrignano, in Emilia Romagna, dove un imprenditore di nome Vincenzo Muccioli, fondò quella che divenne famosa in tutto il mondo come la comunità di San Patrignano, ovvero un luogo autarchico dove eroinomani e tossicodipendenti si recavano, quasi in pellegrinaggio, per essere disintossicati e riabilitati.
ENG
Between the end of the '60s and the beginning of the '70s Italy, and the western world in general, was overwhelmed by the plague of heroin. Millions of boys and girls dragged clumsily through the streets, like real metropolitan zombies, unaware victims of a drug that lacerated every emotion and limited every action. The indirect consequence of those abuses poured on the unfortunate families who saw themselves robbed of dreams and hopes, as well as a lot of money, seeing the violence with which their children asked for more and more money in order to get high. Heroin had caused thousands, perhaps millions, of deaths, but it had left many more people destitute and annihilated, especially the mothers and fathers of young vagrants who were incapacitated.
One of the many merits of SanPa is to have been able to frame hard the cross-section of an Italy where heroin addicts were many but they were not a social problem, they were the business of the heroin addicts themselves and their families. SanPa is also the story of an Italy overwhelmed and stunned, struck and sunk, but whose institutions have, once again, turned their eyes elsewhere or, even, according to more or less conspiracy theories, favored the explosion of heroin in order to placate the minds and souls of young people whose lives may have been tormented but who were capable of understanding and wanting, to the point of inaugurating in the '60s a season of peaceful social revolts that are still relevant today.
You can understand it also from the language of some of the interlocutors that Gianluca Neri (author of the docuseries) has chosen to tell from the inside what has been renamed the "San Patrignano miracle".
One cannot think of analyzing the San Patrignano phenomenon and the San Patrignano miracle without being aware of the context in which Vincenzo Muccioli moved to do what he did, for better or for worse.
As Fabio Cantelli, one of the guests of the series and of the community and the main protagonist of the series itself together with Walter Delogu and doctor Boschini, will say, if you want to talk about San Patrignano you have to abandon absolute logics, you have to leave behind an absolute vision of life, made of black and white.
Let's take a step back.
SanPa is the docuseries in 5 episodes, lasting about an hour each, produced by Netflix and created by Gianluca Neri Italian author and producer particularly interested in the great Italian stories twisted, discussed and also shrouded in mystery.
And it is important to underline that at the helm of this successful docuseries there is an Italian, a man who has certain stories at heart (suffice it to say that there is already talk of his involvement in a project based on the tragic story of the poor Yara Gambirasio) and who has been able to tell them keeping faith with the socio-cultural fabric typical of our country.
The format and the international slant that is given to the series, thanks to some typical expedients of seriality such as the juicy cliffanger that closes each episode, a "must" for TV series that want to leave the viewer with bated breath between one episode and another, mixed with a very Italian story, as Stannis La Rochelle would say in "Boris", allows SanPa to be a product appreciated and understood by us inhabitants of the "boot" but at the same time not to be so foreign and undefined to the international audience.
Returning, however, to the story of SanPa, wanting to make a brief and easy synopsis, it is nothing more than a document of what happened between the '80s and '90s in San Patrignano, in Emilia Romagna, where an entrepreneur named Vincenzo Muccioli, founded what became famous throughout the world as the community of San Patrignano, an autarkic place where heroin addicts and drug addicts went, almost on pilgrimage, to be detoxified and rehabilitated.
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ESP
Entre finales de los años 60 y principios de los 70, Italia, y el mundo occidental en general, se vio abrumada por la plaga de la heroína. Millones de chicos y chicas se arrastraban torpemente por las calles, como auténticos zombis metropolitanos, víctimas inconscientes de una droga que laceraba cada emoción y limitaba cada acción. La consecuencia indirecta de esos abusos recayó en las desafortunadas familias que vieron cómo les robaban sus sueños y esperanzas, además de mucho dinero, al ver la violencia con la que sus hijos pedían más y más dinero para poder drogarse. La heroína había causado miles, quizá millones, de muertes, pero había llevado a la quiebra y aniquilado a muchas más personas, especialmente a las madres y padres de jóvenes vagabundos incapacitados.
Uno de los muchos méritos de SanPa es haber sido capaz de enmarcar con dureza la sección transversal de una Italia en la que los heroinómanos eran muchos, pero no eran un problema social, sino el negocio de los propios heroinómanos y sus familias. SanPa es también la historia de una Italia abrumada y aturdida, golpeada y hundida, pero cuyas instituciones, una vez más, han mirado hacia otro lado o, incluso, según teorías más o menos conspirativas, han favorecido la explosión de la heroína para apaciguar las mentes y las almas de jóvenes cuyas vidas pueden haber sido atormentadas, pero que fueron capaces de entender y querer, hasta el punto de inaugurar en los años 60 una temporada de revueltas sociales pacíficas que aún hoy son relevantes.
Esto se desprende también del lenguaje, a menudo pulido, de algunos de los interlocutores que Gianluca Neri (autor de la docuserie) ha elegido para describir desde dentro lo que se ha dado en llamar el "milagro de San Patrignano".
No se puede pensar en analizar el fenómeno de San Patrignano y el milagro de San Patrignano sin conocer el contexto en el que Vincenzo Muccioli se movió para hacer lo que hizo, para bien o para mal.
Como dirá Fabio Cantelli, uno de los invitados de la serie y de la comunidad y protagonista de la propia serie junto con Walter Delogu y el doctor Boschini, si se quiere hablar de San Patrignano hay que abandonar la lógica absoluta, hay que dejar atrás una visión absoluta de la vida, hecha de blanco y negro.
Demos un paso atrás.
SanPa es una docuserie de 5 episodios, de aproximadamente una hora de duración cada uno, producida por Netflix y creada por Gianluca Neri, un autor y productor italiano especialmente interesado en las grandes historias italianas que se retuercen, discuten e incluso están rodeadas de misterio.
Y es importante subrayar que al frente de esta exitosa docuserie hay un italiano, un hombre que tiene ciertas historias en el corazón (baste decir que ya se habla de su participación en un proyecto basado en la trágica historia de la pobre Yara Gambirasio) y que ha sido capaz de contarlas respetando el tejido sociocultural típico de nuestro país.
El formato y el sesgo internacional que se le da a la serie, gracias a algunos expedientes típicos de las series como el jugoso cliffanger que cierra cada episodio, un "must" para las series de televisión que quieren dejar al espectador con la respiración contenida entre un episodio y otro, mezclado con una historia muy italiana, como diría Stannis La Rochelle en "Boris", permite que SanPa sea un producto apreciado y entendido por nosotros, los habitantes de la "bota", pero que al mismo tiempo no sea tan ajeno e indefinido para la audiencia internacional.
Volviendo a la historia de SanPa, si queremos hacer una sinopsis corta y fácil, no es más que un documento de lo que ocurrió entre los años 80 y 90 en San Patrignano, en Emilia Romagna, donde un empresario llamado Vincenzo Muccioli fundó lo que se hizo famoso en todo el mundo como la comunidad de San Patrignano, un lugar autárquico donde heroinómanos y drogadictos acudían, casi en peregrinación, para desintoxicarse y rehabilitarse.
