Strano dirlo ma il finale anticlimatico di The Walking Dead, in tutti i sensi, è stato un gran finale.
Siamo abituati a teste mozzate, morti eccellenti, pandemoni e guerre con la serie tratta dai fumetti di Kirkman eppure con questo finale la serie dimostra che quando vuole riesce ancora a raccontare qualcosa di decente e non solo a sorprendere con virtuosismi, colpi di scena e funambolici combattimenti tra vivi e morti e tra vivi e vivi soprattutto.
E' una lieta sorpresa questa perchè ci dice innanzitutto che la serie ha saputo reagire con grande maestria ad un addio eccellente avvenuto nel midseason e riuscendo soprattutto ad andare oltre.
Non si è caduti nella ripetitività dei soliti schemi questa volta.
Si è di certo continuato a ricercare il concetto di un gruppo di eroi molto umani contro un gruppo di villains disumani ma mai come stavolta il concetto è stato ribadito in maniera forte e chiara e senza stravolgere trama e personaggi per arrivare al supercliffangher.
Gli Whisperers sembravano dei cattivi sui generis incapaci di determinare una vera e propria minaccia.
Si rivelano invece i nemici più pericolosi di sempre, forse anche di Negan e del Governatore.
Sono viscidi, subdoli e non hanno nulla da perdere. Hanno oramai fatto i conti con il nuovo mondo e si reputano oramai degli zombie a loro volta, non avendo timori reverenziali con nessuno, non ricercando il comfort o campi da coltivare ma continuando a vagare come morti erranti in un mondo sempre più desolato e spezzatO.
In questo contesto c'è poco che si possa fare per combatterli, ancora meno per sconfiggerli.
Sarà la prova più dura per i superstiti dell'apocalisse, che fronteggeranno morti e vivi ed un inverno duro alle porte che in qualche maniera strizza l'occhio al famigerato "Winter is coming" di Game Of Thrones.
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Il merito di questa seconda parte di stagione è anche stato quello di aver fatto decollare finalmente dei personaggi che per quanto fossero stati sempre in prima linea non avevano mai avuto davvero un approfondimento degno di questo nome.
Il caso di scuola è rappresentato da Daryl che adesso diventa di fatto il vero protagonista della serie o comunque uno di quelli a cui prestare maggiore attenzione. Un personaggio da sempre tormentato ma monodimensionale che nelle ultime puntate ha scoperto una certa tridimensionalità, senza perdere di vista se stesso e le caratteristiche che da sempre lo hanno contraddistinto.
Importante è stato anche il discorso delle alleanze fra le comunità, un tira e molla che vedeva tutti respingersi ma al tempo stesso convergere in un mondo pieno zeppo di difficoltà che se da un lato vengono isolate quando si è più soli dall'altro vengono amplificate quando si rifiuta l'aiuto e si rifiuta di dare aiuto ai propri amici.
Finalmente assistiamo anche a come una comunità post-apocalittica possa affrontare una calamità naturale, un rigido inverno che porta con se freddo, raccolti bruciati dal freddo e difficoltà negli spostamenti. Sarà curioso ma in 9 stagioni in TWD c'è sempre stato sole e le avversità sono sempre state dettate dagli incontri/scontri con gli umani.
E' stato molto positivo assistere a tutto ciò ed è stato ancora più brillante rendere Negan un personaggio cosi stratificato, ancora più stratificato, non sacrificato sull'altare della vendetta ma su quello della giustizia. Il suo rapporto con Judith è di quelli belli intensi e a tratti teneri contornati dalla solita verve e perspicacia dell'uomo che impugnava Lucille.
Il cliffangher tanto atteso non arriva quest'anno, vuoi perchè era arrivato 2 puntate prima spazzando via ogni speranza con un episodio magnifico e vuoi perchè quando una stagione viene ragionata bene e scritta altrettanto non c'è bisogno di ricorrere a colpi di scena spesso immotivati.
Arriva comunque una sorpresa sul finale. Arriva in lontananza. Da una radio. Rendendo l'attesa per la decima stagione ancora più alta.
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