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Your Honor: part 2

Review by @serialfiller · 1937d · of Your Honor

image.png Ed è qui che entra in scena l'attore, entra in scena la capacità di Bryan Cranston di trasformare continuamente il suo personaggio, rifuggendo ad ogni appiattimento ed abbracciando la sfida, rilanciandola mille volte, ed ecco perchè vi ho, da subito, detto che questa serie tv, per quanto piacevole, deve tutto a lui.

Nel momento stesso in cui Adam travolge Rocco Baxter, uccidendolo, sappiamo che quell'evento costringere il giudice Desiato a mettere da parte ogni suo principio, ogni etica, a superare ogni limite, tutto purchè il suo unico figlio, orfano di madre, possa essere graziato dalla spietata mafia italo-americana impersonata da Jimmy Baxter, padre di Rocco, interpretato da Michael Sthulbarg.

Padre devoto, cittadino modello, uomo di mezza età inattaccabile da ogni punto di vista, da quello morale a quello legale, inizierà a corrompersi e a corrodere la propria anima nel tentativo di proteggere la sua famiglia.

Vi ricorda qualcosa?

Stavolta, però, non siamo ad Albuquerque, non ci sono cartelli messicani sullo sfondo, non c'entra il cancro e manca la componente di rivalsa personale.

Se Walter White era animato innanzitutto da un sentimento di rivincita verso una società che ne aveva calpestato il talento e l'intelligenza, Michael Desiato è animato unicamente dall'istinto di sopravvivenza volto a salvare la vita di Adam.

Al netto di tutto questo Desiato marcerà verso gli inferi allo stesso modo in cui Walter White marciava verso Heisenberg, inconsapevole di quanto in là si sarebbe spostata l'asticella dei limiti da valicare per raggiungere l'obiettivo.

Qui come allora Bryan Cranston riesce a sfoggiare tutta la gamma di emozioni umane e di deviazioni umane che si possano immaginare.

Dal giudice sorridente e determinato del primo episodio, al padre preoccupato e ansioso della prima parte, sino ad immedesimarsi in un uomo talmente disperato da sommare bugie su bugie, spesso inconcepibili e spesso rivolte alle persone a lui più care.

Nessuno meglio dell'ex interprete del papà di Malcolm (sitcom tornata in auge grazie a questo episodio di WandaVision), avrebbe potuto calarsi nei panni di un uomo cosi tormentato e avvilito come Michael Desiato.

Venendo alla serie in sè, e sganciandoci per un attimo dal valore attoriale del suo protagonista, è innegabile che Your Honor riesca essa stessa a raccogliere il favore dei tanti che hanno amato Breaking Bad, e magari prodotti come Ozark e Sons Of Anarchy, ed in generali drammi nei quali il destino è talmente spietato ed inesorabile da presentarti il conto a prescindere da quanto ti possa sforzare di rimetterlo in riga, a prescindere da quante volte tu possa violare il codice etico seguito per tutta la vita.

Peter Moffat, già autore dello splendido Night Of, costruisce un prodotto con una struttura narrativa capace di creare un crescendo orizzontale ma anche verticale in ogni episodio, generando una tensione costante che ci spinge continuamente ad immaginare che prima o poi Michael riuscirà a sistemare le cose, salvo scoprire che per ogni toppa ricucità vi sarà sempre un altro buco pronto a sbucare dal maglione.

E di buchi, o forse di toppe, ne è, purtroppo piena la serie, non in senso stretto ma in senso esattamente opposto.

Your Honor non presenta buchi di sceneggiatura, anzi prova spesso, troppo spesso, a mostrarci perchè a tizio stia accadendo questo e a sempronio quest'altro. Al netto di un eccesso didascalico, il più grande difetto della serie è quello di stimolare continuamente l'ingresso di deus ex machina, mai forzatissimi in realtà, pronti a dare una mano alla trama.

I nodi vengono tutti al pettine, alcuni con maggiore naturalezza di altri, e permettono alla serie di regalare un finale assolutamente degno e ricco di adrenalina ma sono davvero tantissime le volte in cui c'è qualcosa, o qualcuno, che provvidenzialmente mette a posto la linea narrativa.

Al netto di questa considerazione Your Honor funziona bene, benissimo, creando incastri su incastri nella tela tessuta sin dai primi minuti e che portano ad una conclusione soddisfacente e intensissima.

La serie tv di Showtime brilla senza pretendere un posto tra i grandi, a differenza del suo protagonista che grazie a questo ruolo si proietta nuovamente sotto la luce dei riflettori, pretendendo di essere quello che in passato riusciva ad essere di default, ovvero il favorito in qualsiasi competizione attoriale.

Bryan Cranston è il vero vincitore di Your Honor. La sua interpretazione di Michael Desiato è stata intensa e perfetta. L'attore di Breaking Bad ha saputo sfoderare tutto il suo immenso repertorio, restituendoci un personaggio tridimensionale, quadrimensionale, multidimensionale che in maniera magistrale è riuscito a passare dalla quiete alla preoccupazione, dal tormento all'azione, dal compromesso al compromettente, dalla paura all'accettazione, senza mai forzare la mano.

Per tutti gli appassionati di Breaking Bad, Your Honor è un'occasione da non perdere ma la serie è una ghiotta opportunità per tutti coloro i quali hanno bisogno di un dramma importante, ricco di tensione e colpi di scena (forse anche troppi), forse un pò lento a tratti e decisamente troppo lungo nella durata del singolo episodio ma sicuramente ben fatto.

In definitiva Your Honor è promosso a pieni voti e si candida come una delle migliori novità del lungo 2021 che ci attende e molto probabilmente un valido concorrente ai premi seriali che verranno, compresi i prestigiosissimi Serial Globe 2021!

Sviluppo Personaggi: 7+ Complessità: 7,5 Originalità: 7+ Profondità: 6,5 Cast: 9 Trama: 8 Impatto sulla serialità contemporanea: 6 Componente Drama: 9 Componente Comedy: 1 Comparto tecnico: 6 Regia: 6+ Intrattenimento: 6+ Coinvolgimento emotivo: 8,5 Soundtrack: 5

image.png ENG And that's where the actor comes in, Bryan Cranston's ability to continuously transform his character comes in, shunning any flattening and embracing the challenge, relaunching it a thousand times, and that's why I told you from the beginning that this TV series, as enjoyable as it is, owes everything to him.

At the very moment when Adam runs over Rocco Baxter, killing him, we know that that event forces Judge Desiato to put aside all his principles, all ethics, to overcome all limits, everything so that his only son, motherless, can be pardoned by the ruthless Italian-American mafia impersonated by Jimmy Baxter, Rocco's father, played by Michael Sthulbarg.

A devoted father, a model citizen, a middle-aged man unassailable from every point of view, from the moral to the legal, he will begin to corrupt himself and his soul in an attempt to protect his family.

Sound familiar?

This time, though, we're not in Albuquerque, there are no Mexican cartels in the background, no cancer involved, and the personal revenge component is missing.

If Walter White was primarily animated by a feeling of revenge against a society that had trampled on his talent and intelligence, Michael Desiato is animated solely by the instinct of survival to save Adam's life.

In spite of all this, Desiato will march towards the underworld in the same way as Walter White marched towards Heisenberg, unaware of how far he would have moved the bar of the limits to cross to reach the goal.

Here, as then, Bryan Cranston manages to show off the full range of human emotions and human detours imaginable.

From the smiling and determined judge of the first episode, to the worried and anxious father of the first part, up to identifying himself in a man so desperate to add lies upon lies, often inconceivable and often directed at the people closest to him.

No one better than the former interpreter of Malcolm's dad (sitcom back in vogue thanks to this episode of WandaVision), could have stepped into the shoes of a man as tormented and despondent as Michael Desiato.

Coming to the series itself, and unhooking ourselves for a moment from the acting value of its protagonist, it is undeniable that Your Honor manages to gather the favor of the many who loved Breaking Bad, and maybe products like Ozark and Sons Of Anarchy, and in general dramas in which fate is so merciless and inexorable to present you the bill no matter how much you may strive to put it in line, no matter how many times you may violate the code of ethics followed throughout life.

Peter Moffat, already author of the wonderful Night Of, builds a product with a narrative structure capable of creating a horizontal crescendo but also vertical in each episode, generating a constant tension that drives us to constantly imagine that sooner or later Michael will be able to fix things, except to discover that for every patch sewn there will always be another hole ready to emerge from the sweater.

And of holes, or perhaps patches, it is unfortunately full of the series, not in the strict sense but in the exact opposite sense.

Your Honor has no holes in the script, indeed it often tries, too often, to show us why this is happening to this guy and this to sempronio. Net of a didactic excess, the biggest flaw of the series is to continually stimulate the entry of deus ex machina, never forced in reality, ready to give a hand to the plot.

The knots all come to the comb, some more naturally than others, and allow the series to give a final absolutely worthy and full of adrenaline but there are so many times when there is something, or someone, who providentially puts in place the narrative line.

Net of this consideration Your Honor works well, very well, creating interlocks on interlocks in the web woven from the first minutes and leading to a satisfying and intense conclusion.

The Showtime TV series shines without claiming a place among the greats, unlike its protagonist who, thanks to this role, projects himself once again into the spotlight, claiming to be what he used to be by default, the favorite in any acting competition.

Bryan Cranston is the real winner of Your Honor. His portrayal of Michael Desiato was intense and perfect. The Breaking Bad actor was able to unleash all his immense repertoire, giving us a three-dimensional, four-dimensional, multi-dimensional character who masterfully managed to go from quiet to worry, from torment to action, from compromise to compromise, from fear to acceptance, without ever forcing his hand. Follow me

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ESP

Y ahí es donde entra en juego el actor, la capacidad de Bryan Cranston de transformar continuamente su personaje, rehuyendo de cualquier achatamiento y abrazando el reto, relanzándolo una y mil veces, y por eso os decía desde el principio que esta serie, por muy disfrutable que sea, se lo debe todo a él.

En el mismo momento en que Adam atropella a Rocco Baxter, matándolo, sabemos que ese acontecimiento obliga al juez Desiato a dejar de lado todos sus principios, toda la ética, a traspasar todos los límites, todo con tal de que su único hijo, huérfano de madre, pueda ser indultado por la despiadada mafia italoamericana, personificada por Jimmy Baxter, el padre de Rocco, interpretado por Michael Sthulbarg.

Un padre devoto, un ciudadano modelo, un hombre de mediana edad inatacable en todos los sentidos, desde el moral hasta el legal, comenzará a corromperse y a corromper su alma en un intento de proteger a su familia.

¿Te resulta familiar?

Esta vez, sin embargo, no estamos en Albuquerque, no hay cárteles mexicanos de fondo, no hay cáncer de por medio y falta el componente de venganza personal.

Si Walter White estaba animado principalmente por un sentimiento de venganza contra una sociedad que había pisoteado su talento e inteligencia, Michael Desiato está animado únicamente por el instinto de supervivencia para salvar la vida de Adam.

A pesar de todo esto, Desiato marchará hacia el inframundo de la misma manera que Walter White marchó hacia Heisenberg, sin saber hasta dónde habría movido la barra de los límites a cruzar para llegar a la meta.

Aquí, como entonces, Bryan Cranston consigue mostrar toda la gama de emociones y desvíos humanos imaginables.

Desde el juez sonriente y decidido del primer episodio, al padre preocupado y angustiado de la primera parte, hasta identificarse en un hombre tan desesperado por sumar mentiras sobre mentiras, a menudo inconcebibles y a menudo dirigidas a las personas más cercanas.

Nadie mejor que el antiguo intérprete del padre de Malcolm (sitcom de nuevo en boga gracias a este episodio de WandaVision), podría haberse metido en la piel de un hombre tan atribulado y abatido como Michael Desiato.

Llegando a la serie en sí, y desenganchándonos por un momento del valor actoral de su protagonista, es innegable que Your Honor consigue reunir el favor de los muchos que amaron Breaking Bad, y quizás productos como Ozark y Sons Of Anarchy, y en general dramas en los que el destino es tan despiadado e inexorable para pasarte la factura por mucho que te empeñes en ponerla a raya, por muchas veces que incumplas el código ético seguido a lo largo de la vida.

Peter Moffat, ya autor de la maravillosa Night Of, construye un producto con una estructura narrativa capaz de crear un crescendo horizontal pero también vertical en cada episodio, generando una tensión constante que nos empuja a imaginar que tarde o temprano Michael podrá arreglar las cosas, salvo para descubrir que por cada parche cosido siempre habrá otro agujero listo para emerger del jersey.

Y, por desgracia, la serie está llena de agujeros, o tal vez de parches, no en sentido estricto, sino exactamente en el sentido contrario.

Su Señoría no tiene agujeros de guión, al contrario, a menudo, demasiado a menudo, trata de mostrarnos por qué esto le pasa a este tipo y esto le pasa a sempronio. Red de un exceso de didáctica, el mayor defecto de la serie es estimular continuamente la entrada de deus ex machina, nunca forzados en realidad, dispuestos a echar una mano a la trama.

Los nudos llegan todos a la peineta, algunos con más naturalidad que otros, y permiten a la serie dar un final absolutamente digno y lleno de adrenalina pero hay tantas veces que hay algo, o alguien, que providencialmente pone en su sitio la línea narrativa.

Red de esta consideración Su Señoría funciona bien, muy bien, creando enclavamientos sobre enclavamientos en la red tejida desde los primeros minutos y llevando a una conclusión satisfactoria e intensa.

La serie televisiva de Showtime brilla sin reclamar un lugar entre los grandes, a diferencia de su protagonista que, gracias a este papel, se proyecta de nuevo en el punto de mira, reclamando ser lo que era por defecto, es decir, el favorito en cualquier concurso de interpretación.

Bryan Cranston es el verdadero ganador de Su Señoría. Su interpretación de Michael Desiato fue intensa y perfecta. El actor de Breaking Bad fue capaz de desplegar todo su inmenso repertorio, regalándonos un personaje tridimensional, cuatridimensional, multidimensional, que lograba magistralmente pasar de la tranquilidad a la preocupación, del tormento a la acción, del compromiso al compromiso, del miedo a la aceptación, sin forzar nunca la mano.

Para todos los fans de Breaking Bad, Your Honor es una visita obligada, pero la serie es una oportunidad

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