


Ci voleva davvero un film come "Il Buco". Un perfetto film in grado di terrorizzarci e farci riflettere, di farsi odiare ed amare, di renderci ancor più cluastrofobici di quanto non si possa essere in questo momento. Questo film spagnolo, targato netflix è davvero una grandissima sorpresa. Nato dalla mano di un esordiente, riesce a proporci uno stile nuovissimo che mescola l'orrore all'indagine sociale e personale di un'epoca molto particolare, molto indefinibile e a suo modo molto crudele come quella nostra. Il buco è una fossa verticale. Una fossa a livelli, centinaia di livelli. Ognuno di essi rappresenta metaforicamente un piano della nostra scala sociale, tanto democratica ma anche tanto spietata come il film cercherà di renderci chiaro. Ogni mese una coppia di "abitanti" della fossa verrà addormentata e fatta risvegliare in uno delle centinaia di livelli. Ogni giorno dal livello zero sarà fatto scendere un tavolo con libagioni di ogni tipo, studiato per sfamare tutti gli abitanti della fossa. Ad ogni livello ogni abitante potrà contare su pochi minuti di permanenza del cibo. Potrà mangiarne quanto ne vuole, limitatamente alla quantità di cibo rimasta sulla piattaforma. Non potrà trattenerne alcunchè. Quello a cui assistiamo è terrificante, non tanto per l'enorme quantità di sangue versata ma quanto per il modo in cui gli abitanti della fossa si comportano, riproponendo gli schemi che dominano la società. Il cibo sulla piattaforma basterebbe per tutti eppure dopo poche decine di piani esso esaurisce. L'avidità degli uomini presenti ai piani alti è tale da sperperare tutto il cibo e non farlo arrivare ai piani bassi. Per puro gusto, per pura avidità appunto. Assistiamo a vandalismi di ogni tipo. Sputi, minzioni e qualsiasi altra cosa mentre ai livelli sottostanti si ucciderebbe pur di mangiare qualcosa dopo giorni di digiuno. Eppure basterebbe poco. Basterebbe mangiare quanto sufficiente per sfamare tutti. Vi ricorda qualcosa? Il parallelismo con la nostra società è efficace, perfetto e ben congegnato. Ancora più pesante se pensiamo al fatto che da un mese all'altro i ruoli potrebbero essere invertiti con chi era stato ai piani bassi spostato nei piani alti e viceversa. E allora via di vendetta. Chi aveva sofferto razzia tutto adesso che può, dimenticandosi della propria condizione vissuta fino a poche ore prima. Non c'è solidarietà, non c'è comunione, non c'è visione ma solo odio, rabbia, ignoranza. Quella che vediamo per le strade, quella che vediamo ad ogni elezione. Il nemico del prossimo è chi è più debole, proprio come nella fossa. Chi è in alto agogna il livello più alto. Chi è più in basso agogna il livello più alto ma contestualmente ammazzerebbe il suo vicino, chi sta peggio di lui pur di mangiare, pur di sopravvivere. E' lo specchio della realtà. Una realtà infima e irreale, irrazionale dove avremmo tutto per vivere in pace, per sfamare tutti, per amare tutti e mettere da parte rabbia, risentimenti, astio e invece preferiamo la vendetta, l'usurpazione, la negligenza, la rabbia totalizzante. In tempi di covid e di quarantena questo rischia di essere un film perfetto che ci lascia nudi di fronte all'orrore della società che abbiamo costruito per noi, nell'indifferenza quotidiana. Peccato per una parte finale audace ma non a fuoco che avrebbe potuto essere gestita meglio regalando a questo piccolo film ancor più grandi soddisfazioni.
