

A few days ago, in evening zapping I happened to find one of my favorite films of the last 10 years. In watching one of my favorite scenes, that of Emma Stone and Ryan Gosling improvising on the "City of Stars" piano, I realized that I had never talked about La La Land.
Damien Chazelle's film is one of the best films of recent years. Oscar-nominated film and proclaimed, wrongly winner by Warren Beatty, only to abdicate for the more modest "Moonlight". Even without the most coveted statuette, it remains a masterpiece. Even if you are not fond of musicals, it is a film that I highly recommend to recover. Behind the simple songs that cover the entire duration of the film, behind 2 perfect protagonists there is much, much more.
First of all, there is a perfect direction, that of the young Chazelle who, on the second big-screen adventure, confirms to be director of Walk of fame. His love for the seventh art is palatable and La La Land is above all a tribute to cinema as a collector of dreams and energy. Technical perfection lies behind every shot, the symmetry of photography, its clean and refined machine movements are a feast for the eyes. The sequence plan with which the film opens is already the history of cinema. 4 bombastic, very fast minutes and an incredible difficulty will give you the perception of how much this filmmaker knows how to do behind the camera. It is said that it took 3 months to shoot the sequence plan of which I speak.

Qualche giorno fa, nello zapping serale mi è capitato di trovare uno dei miei film preferiti degli ultimi 10 anni. Nel guardare una delle mie scene preferite, quella di Emma Stone e Ryan Gosling che improvvisano al pianoforte "City of Stars", mi sono reso conto di non aver mai parlato di La La Land.
Il film di Damien Chazelle rappresenta una delle pellicole migliori degli ultimi anni. Film nominato all'oscar e proclamato, erroneamente vincitore da Warren Beatty, salvo poi abdicare per il più modesto "Moonlight". Anche senza la statuetta più ambita resta un capolavoro. Anche se non siete amanti del musical è un film che consiglio vivamente di recuperare. Dietro le semplici canzoni che avvolgono l'intera durata del film, dietro 2 protagonisti perfetti c'è molto, molto di più.
C'è innanzitutto una regia perfetta, quella del giovane Chazelle che alla seconda avventura sul grande schermo si conferma regista da Walk of fame. Il suo amore per la settima arte è palapabile e La La La Land è soprattutto un tributo al cinema in quanto raccoglitore di sogni e di energia. La perfezione tecnica si cela dietro ogni inquadratura, la simmetria della fotografia, i suoi movimenti di macchina puliti e raffinati sono una gioia per gli occhi. Il piano sequenza con cui apre il film è già storia del cinema. 4 minuti roboanti, velocissimi e di una difficolta inaudita vi potranno dare la percezione di quanto questo cineasta ci sappia fare dietro la macchina da presa. Si narra che abbia impiegato 3 mesi a girare il piano sequenza di cui parlo.