A ben vedere, We Are Who We Are, ci regala un finale semplice, quasi banale ma che nessuno di noi si aspettava.
Luca Guadagnino è riuscito ad essere originale nella semplicità e questa, onestamente, è una qualità che solo i grandi autori posseggono.
Il viaggio di Fraser e Kate è stato però tutt'altro che banale, tutt'altro che semplice.
Una ragazza timida e apparentemente sicura e carismatica.
Un ragazzo estroverso, strambo, eccentrico e apparentemente confuso, insicuro, incerto.
Il loro passo è finito via via per sincronizzarsi, per avere la stessa lunghezza, la stessa ampiezza, la stessa cadenza.
Ognuno pronto a tuffarsi nell'oceano delle proprie emozioni, a tracciare le proprie linee di demarcazione,a scoprire la propria identità.
Hanno finito per trovarsi.
Right Here, Right Now.
In molti hanno trascurato la valenza metaforica del (non) luogo che Guadagnino ha scelto per rappresentare la storia di Fraser e degli altri ragazzi, ed in generale per manifestare i suoi pensieri sull'adolescenza, un periodo della vita da sempre indefinito ed indefinibile ma contemporaneamente decisivo per la crescita e la maturazione di ogni essere umano.
La base militare americana di Chioggia è il luogo perfetto per "contenere" il vissuto dei giovani protagonisti in quest'epoca cosi clamorosamente densa di contraddizioni e mancante di punti riferimento.
Ricordiamo che la serie è ambientata nel 2016, all'epoca dell'elezione di Donald Trump.
Anche la collocazione temporale non è affatto casuale.
Raccontare lo smarrimento di una generazione scegliendo il periodo dell'elezione più assurda e imprevedibile della storia del mondo, collocando idealmente quella generazione in un luogo americanissimo ma contestualmente evanescente, è stata una scelta brillante.
La base americana, uguale a se stessa in ogni angolo del mondo, ricca di ogni cosa, cinema, scuola, supermercati, strade che richiamano una qualsiasi strada, città, paese, sobborgo statunitense è l'emblema dei nostri tempi.
Tempi di grandissime opportunità ma terribilmente tendenti all'omologazione dell'individuo alla massa, tempi di condivisione totale ma di eccessivo e disturbante individualismo, tempi di sviluppo in ogni campo ma di grande regressione del genere umano.
L'isolamento surreale della base militare di Chioggia è perfetto per rappresentare questo stato di sospensione che i giovani, più di ogni altro, stanno vivendo oggi, ed in generale dal crollo delle torri gemelle in poi, e ancor di più dall'avvento dei social Media.

Fraser e Kate non sono altro che lo specchio nel quale riflettere e riflettersi.
Giovani perduti, che sembrano vuoti, spaesati. Ragazzi persi dentro la loro mente, vitrei mentre indossano i loro abiti sgangherati e ascoltano la loro musica preferita in ogni stante attraverso i loro auricolari.
Persone ancora poco mature, ancora non del tutto persone ma che vivono il momento della determinazione di sè.
Indagano lo spettro sessuale, si chiedono: chi sono io?
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