scrobble.life
← Back

Title · no scrobbles indexed yet

We Are Who We Are

The first scrobble for this title is still propagating, but a community review is already indexed below.

Reviews

Longform community posts about this title

We Are Who We Are: part 4@serialfiller1993d
Permalink·Open on PeakD ↗·Linked from existing Hive post

Comments

No comments yet — be the first.

5 more reviews

  1. We Are Who We Are: Part 3@serialfiller2003d

    A ben vedere, We Are Who We Are, ci regala un finale semplice, quasi banale ma che nessuno di noi si aspettava.

    Luca Guadagnino è riuscito ad essere originale nella semplicità e questa, onestamente, è una qualità che solo i grandi autori posseggono.

    Il viaggio di Fraser e Kate è stato però tutt'altro che banale, tutt'altro che semplice.

    Una ragazza timida e apparentemente sicura e carismatica.

    Un ragazzo estroverso, strambo, eccentrico e apparentemente confuso, insicuro, incerto.

    Il loro passo è finito via via per sincronizzarsi, per avere la stessa lunghezza, la stessa ampiezza, la stessa cadenza.

    Ognuno pronto a tuffarsi nell'oceano delle proprie emozioni, a tracciare le proprie linee di demarcazione,a scoprire la propria identità.

    Hanno finito per trovarsi.

    Right Here, Right Now.

    In molti hanno trascurato la valenza metaforica del (non) luogo che Guadagnino ha scelto per rappresentare la storia di Fraser e degli altri ragazzi, ed in generale per manifestare i suoi pensieri sull'adolescenza, un periodo della vita da sempre indefinito ed indefinibile ma contemporaneamente decisivo per la crescita e la maturazione di ogni essere umano.

    La base militare americana di Chioggia è il luogo perfetto per "contenere" il vissuto dei giovani protagonisti in quest'epoca cosi clamorosamente densa di contraddizioni e mancante di punti riferimento.

    Ricordiamo che la serie è ambientata nel 2016, all'epoca dell'elezione di Donald Trump.

    Anche la collocazione temporale non è affatto casuale.

    Raccontare lo smarrimento di una generazione scegliendo il periodo dell'elezione più assurda e imprevedibile della storia del mondo, collocando idealmente quella generazione in un luogo americanissimo ma contestualmente evanescente, è stata una scelta brillante.

    La base americana, uguale a se stessa in ogni angolo del mondo, ricca di ogni cosa, cinema, scuola, supermercati, strade che richiamano una qualsiasi strada, città, paese, sobborgo statunitense è l'emblema dei nostri tempi.

    Tempi di grandissime opportunità ma terribilmente tendenti all'omologazione dell'individuo alla massa, tempi di condivisione totale ma di eccessivo e disturbante individualismo, tempi di sviluppo in ogni campo ma di grande regressione del genere umano.

    L'isolamento surreale della base militare di Chioggia è perfetto per rappresentare questo stato di sospensione che i giovani, più di ogni altro, stanno vivendo oggi, ed in generale dal crollo delle torri gemelle in poi, e ancor di più dall'avvento dei social Media.

    image.png

    Fraser e Kate non sono altro che lo specchio nel quale riflettere e riflettersi.

    Giovani perduti, che sembrano vuoti, spaesati. Ragazzi persi dentro la loro mente, vitrei mentre indossano i loro abiti sgangherati e ascoltano la loro musica preferita in ogni stante attraverso i loro auricolari.

    Persone ancora poco mature, ancora non del tutto persone ma che vivono il momento della determinazione di sè.

    Indagano lo spettro sessuale, si chiedono: chi sono io?

    Follow me

    WEBSITE

    www.serialfiller.org

    INSTAGRAM

    https://www.instagram.com/nellamentediunserialfiller/

    TWITTER

    https://twitter.com/FillerSerial

    FACEBOOK

    https://www.facebook.com/Nella-mente-di-un-SerialFiller-112405587217122/

    Life isn't a train. It's a shit tornado full of gold..png

    Permalink·Open on PeakD ↗·Linked from existing Hive post
  2. We Are Who We Are: Part 2@serialfiller2016d

    La serie tv andata in onda su Sky ed HBO, in contemporanea, in questo solitario autunno 2020, ha diviso fortemente il pubblico ma si è unanimemente affermata come un prodotto fresco, nuovo, unico.

    Credo che, per chiunque faccia un mestiere che corteggia l'arte, questo sia il principale motivo di vita professionale. Ricevere un complimento del genere, per quanto possa essere accompagnato da critiche, spesso feroci, rappresenta l'apice della carriera di ogni artista.

    We Are Who We Are è stata una sinuosa e rarefatta corsa sulle montagne russe. Essa ha confermato pregi e difetti che avevo elencato nelle mie proverbiali first impression, riuscendo, però, a migliorare in ogni suo aspetto, aggiungendo strati su strati ad una delicatissima lasagna tutta da gustare.

    Non abbiamo mai davvero capito dove questa serie volesse andare a parare.

    Questo ci ha confuso, ci ha trasferito un senso di smarrimento, ci ha demoralizzato talvolta, ma sempre, sempre, sempre ci ha ripagato delle attese e della fiducia concessa a questo strano autore.

    image.png

    Tecnicamente delizioso, narrativamente spaesante, diegeticamente non lineare, We Are Who We Are è riuscito ad arrivare al termine con un senso compiuto, tracciando una linea dritta fra il punto di partenza e quello di arrivo, una linea che ha dovuto percorrere le strade desolate ma vive di Chioggia, saltare sui divani delle ville venete, correre tra i supermercati tutti uguali della base militare statunitense, camminare sulle acque del mare italiano. Un percorso accidentato, non predicibile, a volte fumoso ma che ha temprato i personaggi, facendoli crescere, proiettandoli verso la conoscenza di sè e del sè.

    Follow me

    WEBSITE

    www.serialfiller.org

    INSTAGRAM

    https://www.instagram.com/nellamentediunserialfiller/

    TWITTER

    https://twitter.com/FillerSerial

    FACEBOOK

    https://www.facebook.com/Nella-mente-di-un-SerialFiller-112405587217122/

    Life isn't a train. It's a shit tornado full of gold..png

    Permalink·Open on PeakD ↗·Linked from existing Hive post
  3. We Are Who We Are: Part 1@serialfiller2023d

    Luca Guadagnino è una creatura strana.

    Un regista di cui vergognarsi e di cui andare fieri al tempo stesso. Un ossimoro vivente.

    Anche voi, suoi appassionati (sono sicuro che qualcuno che stia leggendo questo post lo sia), vi sentireste liberi e sicuri di consigliare ai vostri amici una qualsiasi opera firmata dal nostro talentuoso autore?

    Ecco, ci avete riflettuto e son certo che la risposta è no.

    Sapete benissimo, in cuor vostro, che il consiglio sarebbe rischioso, un mezzo suicidio. Avete paura che i vostri amici vi tolgano il saluto per avergli fatto perdere ore a guardare certe cose (apparentemente) senza senso alcuno.

    image.png

    Potremmo dire, senza dubbio esagerando, che vi vergognate di Guadagnino, o almeno che avete delle remore a pubblicizzarlo.

    Astraendoci dalla "massa", dal meccanismo di condivisione a tutti i costi, dal volerci assicurare un posto al tavolo del mainstream, il discorso cambia e Luca Guadagnino diventa, specie per noi italiani, un orgoglio, un vanto.

    Volendo forzare il paragone, Luca Guadagnino è il nostro David Lynch, non tanto per lo stile, assai diverso, ma per chè ogni sua scena trasuda di quella sensazione di "faccio quello che mi pare, racconto quello che mi pare. Se vi piace son contento, se non vi piace amen.".

    Luca Guadagnino simboleggia la libertà, espressiva e vitale, e We Are Who We Are sembra essere la summa di questo discorso. https://www.serialfiller.org/post/we-are-who-we-are-rarefatto-e-indispensabile-come-l-aria Follow me

    WEBSITE

    www.serialfiller.org

    INSTAGRAM

    https://www.instagram.com/nellamentediunserialfiller/

    TWITTER

    https://twitter.com/FillerSerial

    FACEBOOK

    https://www.facebook.com/Nella-mente-di-un-SerialFiller-112405587217122/

    Life isn't a train. It's a shit tornado full of gold..png

    Permalink·Open on PeakD ↗·Linked from existing Hive post
  4. We Are Who We Are: indefinibile e non scontato - ecco l'esordio di Luca Guadagnino@serialfiller2095d

    Il 14 settembre è andata in onda su HBO, nei soli stati uniti, la premierè della prima serie tv del nostro Luca Guadagnino.

    Uno dei registi italiani più noti e influenti degli ultimi 20 anni ha deciso di fare il passo nel mondo seriale, a riprova di quanto fare tv oggi sia non solo una scelta necessaria ma anche conveniente per chi è da sempre stato abituato al grande schermo.

    Come più volte si è detto su questo sito, e come sarà ricordato ogni qualvolta sarà necessario, il livello qualitativo raggiunto dalla serialità oggi era impensabile 15 anni fa ed è assolutamente pari, se non superiore, a quanto vediamo al cinema attualmente.

    Il livellamento fra la settima arte ed il medium televisivo è stato progressivo ed inesorabile. Su alcune emittenti, con la HBO in testa, un regista, uno sceneggiatore, un autore, potrà trovare terreno fertile per le sue idee e oggi anche budget assolutamente rilevanti. Ecco perchè, fare tv oggi conviene ed è necessario. Si ha un grande ritorno in termini di immagine e pubblicità (grazie alla possibilità di raggiungere un pubblico variegato e foltissimo) e al contempo si ha la possibilità di mettere in scena racconti e dinamiche con una forma ed una sostanza che a volte potrebbero cozzare con le dinamiche puramente cinematografiche.

    La libertà che viene lasciata agli autori televisivi, raramente viene lasciata a quelli cinematografici.

    Non è un caso se negli ultimi anni abbiamo assistito ad un ritorno in tv di David Lynch con la terza stagione di Twin Peaks e all'approdo, sotto varie vesti, di totem della cinematografia come Martin Scorsese, Paolo Sorrentino, David Fincher, Alex Garland e cosi via.

    Ecco perchè l'arrivo di Luca Guadagnino nella scuderia HBO destava cosi tanto interesse. Ecco perchè We Are Who We Are si presentava come uno dei titoli più attesi di questo autunno.

    La visione del pilot ha confermato le doti e le caratteristiche della poetica di Guadagnino. Il regista di Call Me By Your Name ha saputo piegare le logiche seriali alla sua particolare visione, ad i suoi peculiari ritmi.

    Il risultato è straniante e spiazzante e non può esaurisi alla visione della singola puntata.

    Sarà dunque necessario tornare a parlarne, a stagione conclusa, per tracciare una linea ed emettere sentenze più definitive, sempre che di sentenze si possa parlare quando si parla di un prodotto di pura arte e finzione.

    Guadagnino sceglie l'Italia come location per mettere in scena la sua serie americana, girata interamente in lingua inglese.

    L'escamotage usato dal regista per parlare d'america e girare in lingua anglofona, ambientando a serie in Italia, è brillante.

    I protagonisti sono cittadini americani che interagiranno fra loro all'interno di una base militare americana statunitense geograficamente posizionata all'interno del bel paese, di preciso nelle vicinanze di Chioggia, in Veneto.

    In questo modo Guadagnino, come già avvenne per lo splendido Call Me By Your Name, può muoversi in territori familiari senza snaturare i personaggi che vuole raccontare e delineare.

    Protagonista principale è Fraser (Jack Dylan Grazer) figlio di una coppia di donne appartenenti all'esercito americano, una delle quali, Sarah (Chloe Sevigny) è stata trasferita in Italia a capo dell'intera base, accompagnata dal figlio e dalla compagna Maggie (Alice Braga). image.png

    All'interno della base Fraser, ragazzo complessissimo e complessato, farà la conoscenza di altri ragazzi come lui, americani infelici che vivono in un'America artificiosa e lontana e privi di ogni punto di riferimento e senso di appartenenza con il mondo.

    Fraser è un corpo estraneo non solo alla base ma al mondo intero.

    Il ragazzo pronuncerà pochissime parole durante la prima ora della serie, perso tra i suoi pensieri, occupato ad ascoltare musica attraverso i suoi auricolari, offuscato dalla sua voglia di smarrirsi.

    Ed è lo smarrimento il sentimento principale che colpisce i protagonisti ma anche gli spettatori.

    Al termine del primo episodio non sappiamo nulla di dove Guadagnino voglia andare a parare, non riusciamo ad immaginare cosa voglia raccontarci.

    Conoscendo la sua filmografia possiamo ipotizzare che alla fine del viaggio saremo appagati ma all'inizio di esso siamo come pokeristi che attendono che vengano loro servite le prime 5 carte, inconsciamente elettrizzati da quello che potrebbe accadere.

    Questo spaesamento è un'arma a doppio taglio pericolosissima. La sensazione è che in molti abbandoneranno We Are Who We Are al termine della visione dell'episodio pilota, altri le concederanno un'altra chance, altri ancora vivranno sospesi in cerca delle vibrazioni che Guadagnino riuscirà a inviare loro attraverso i tanti silenzi, la musica e una regia accorta e pulita.

    Non è ancora tempo di bilanci, è tempo di lasciarsi andare, chiudere gli occhi e lasciarsi andare.

    Sensazioni dopo la visione del pilot:

    Voglia di continuare a vederlo: 7,5 Voglia di consigliarlo: 4 Cast: 6,5 Comparto Tecnico: 9

    Follow me

    WEBSITE

    www.serialfiller.org

    INSTAGRAM

    https://www.instagram.com/nellamentediunserialfiller/

    TWITTER

    https://twitter.com/FillerSerial

    FACEBOOK

    https://www.facebook.com/Nella-mente-di-un-SerialFiller-112405587217122/

    Life isn't a train. It's a shit tornado full of gold..png

    Permalink·Open on PeakD ↗·Linked from existing Hive post
  5. We are who we are + I May Destroy You@serialfiller2099d