A volte i trailer ingannano, altre volte ingolosiscono, altre volte raccontano troppo, altre volte troppo poco.
La visione del trailer di "You were never really here" si colloca a metà strada.
Non dice molto ma dice abbastanza da farci capire che sarà un film strano e violento con un attore come Joaquin Phoenix pronto a divorare ogni scena.
Sarà cosi ma succederà anche qualcos'altro, qualcosa che lascerà l'amaro in bocca per un film bello ma incompiuto, brutto ma interessante.
Non si capisce bene se l'opera diretta e sceneggiata dallo scozzese Ramsey sia frutto del tentativo di osare o vittima della disattenzione di chi ha mancato di curare i dettagli più importanti.
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Phoenix non delude mai. Il suo corpo potente ma disfatto come lenzuola al mattino adagiate su un letto amorfo rendono giustizia ad un personaggio complesso e immaturo ma completamente votato ai task da portare avanti giorno dopo giorno, senza licenza di uccidere ma con licenza di essere violento.
La trama si scuote improvvisamente e tutto torna ad essere maggiormente vibrante in un'escalation senza senso che riporta alla mente "Drive" di Nicolas Winding Refn e con un turbinio di violenza semplicistica e semplificata come in uno scialbo film di Steven Seagal o di Liam Neeson.
Il finale vorrebbe essere criptico e autoriale ma finisce per essere un giro a vuoto per un film bello ma brutto, esaltante ma noioso, ideato bene ma senza senso, con una trama viva che non ha guizzi.
Sarebbe potuto essere un film da ricordare.
Finisce per essere un film dimenticabile che ci farà pensare fra qualche anno che forse "We were never really here".
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