La quinta stagione ci ha confermato come, pur diminuendo il minutaggio del protagonista, The Expanse sia prevalentemente un prodotto corale, capace di esaltare i personaggi tutti ed esaltarsi grazie alla loro crescita.
James Holden è il capitano di questo team di valorosi condottieri dell'umanità in senso esteso, uomo capace di intercettare i bisogni di terrestri, marziani e cinturiani e distaccarsi dalla fame di potere e cieca conoscenza che attanaglia coloro i quali vivono alla ricerca di una gloria effimera e di personalismi causa, oggi come ieri, di guerre intestine e senza limiti.
Holden è il Jon Snow di The Expanse, il suo John Locke, depositario del misticismo e della fede mai doma ma mai dissennata. Un condottiero silenzioso capace di anteporre gli interessi generali a quelli personali.
Al suo fianco un team che ben presto diverrà una famiglia, sempre più coesa, sempre più numerosa.
Grazie alla forza di questo straordinario gruppo, gli autori si son potuti permettere una quinta stagione più diradata senza renderla mai dispersiva.
The Expanse ha fatto, nella stagione 5, quello che The Walking Dead fa da anni, senza mai, però, sfilacciare il racconto, senza mai far perdere di interesse alla serie.
Amos è divenuto ben presto l'idolo dei fan. Alex un importante punto di riferimento grazie al quale sentirci a casa ogni volta che perdevamo la rotta (lasciamo perdere la sua vicenda personale per adesso..).
Naomi un fuoco attorno al quale stringersi prima della prossima battaglia, della prossima esplorazione, del prossimo salto nel vuoto.
Ed è stata proprio quest'ultima la grande protagonista di questo ultimo segmento. Dominique Trippier ha dovuto sottoporsi a sforzi disumani per fronteggiare le sfide fisiche ed emotive di questa sontuosa quinta stagione.
La donna, nel suo tentativo di riconciliarsi col figlio perduto, è stata messa alla prova più e più volte risultando la vera mattatrice di questa stagione e punto focale intorno al quale quasi tutti i protagonisti hanno mosso le proprie azioni e, con ogni probabilità, muoveranno quelle a cui assisteremo nell'ultima stagione.
La cosa straordinaria di cui la serie è stata capace, però, è legata ai personaggi cosiddetti secondari, sempre che cosi si possano definire personaggi come Fred Johnson, la Avarasala e Camina Drummer.
Ognuno di questi personaggi meriterebbe un poster in cameretta.
Il leader indipendente e controverso, tutto cervello e strategia, sempre in mezzo tra l'essere troppo anarchico e l'essere troppo accomodante, spietato e titubante, violento e pacifico. Una figura visionaria e coraggiosissima, capace di andare controcorrente, attirandosi invidie e fedelissimi adepti.
Chrisjen Avarasala è la donna di potere ma mai attratta dal potere, donna fortissima e carismatica, sempre abile e vogliosa di essere dalla parte giusta del mondo. Il fascino e la presenza scenica di Shohreh Agadashloo fanno il resto.
Personalmente, però, ho un debole senza precedenti per il personaggio forse più, nelle intenzioni, marginale di quelli sin qui citati. Camina Drummer è l'eterno underdog, l'eterna sottovalutata, donna coraggiosa e tutta d'un pezzo ma anche fortemente ancorata ai suoi ideali e alle sue emozioni. E' una figura complessissima la sua che emerge anno dopo anno fino a diventare, di fatto, uno dei personaggi più amati dell'intera serie.
Sono suoi i momenti più epici, quelli dove la foga del momento si impossessa di noi e dove abbandoniamo ogni equilibrio appannaggio di un tifo senza filtri per la nostra cinturiana preferita.
Questo equilibrio magistrale che gli autori hanno saputo trovare non sarebbe, tuttavia, stato di cosi semplice costruzione senza l'inserimento di un villain convincente.
Nelle ultime 2 stagioni quel villain ha il volto di Marco Inaros, belter ribelle e insurrezionalista dal fascino tossico e distruttivo. Il suo piano diabolico è esploso in tutta la sua potenza nella quinta stagione, generando un'incredibile caos in tutto l'universo conosciuto.
Cosi come avvenuto per Thanos nel Marvel Cinematic Universe, Marco Inaros risulta un villain convincente per 2 motivi principali:
Il suo legame personale con alcuni dei personaggi principali. Pensiamo a Naomi ovviamente, con la quale ha condiviso una storia d'amore dalla quale è nato un figlio, ma anche a Camina Drummer, vera e inconsapevole artefice della rinascita di Marco Inaros e del suo gruppo di rivoluzionari.
Il suo essere un antieroe più che un cattivo. Cosi come avveniva per Tony Soprano o Walter White, Jax Teller o Frank Underwood, Marco Inaros è mosso da qualcosa che non fatichiamo a comprendere, che non fatichiamo a legittimare. L'uso della brutale violenza e il fondamentalismo che accompagnano la sua azione ne fanno un villain da condannare ma non riusciamo, almeno in parte, ad empatizzare con lui e le sue scelte in taluni casi.
La sesta stagione, come detto, sarà, purtroppo, l'ultima.
L'attesa è di quelle importanti, consapevoli che sinora The Expanse ha saputo solo crescere, tappando eventuali buchi e rilanciando sempre l'azione in maniera quasi perfetta.
Non resta che attendere dunque, sperando che quel pianoforte non incroci mai la nostra strada...
Sviluppo Personaggi: 9,5
Complessità: 10
Originalità: 7,5
Profondità: 9
Cast: 8
Sviluppo della storia: 9
Impatto sulla serialità contemporanea: 6,5
Componente Drama: 10
Componente Comedy:2
Comparto tecnico: 8
Regia: 7
Intrattenimento: 9
Coinvolgimento emotivo: 9++
Soundtrack: 7,5
Ed ecco una versione inglese per voi. Scusate gli errori in anticipo...
ENG
The fifth season has confirmed us how, even though the protagonist's minutes have been reduced, The Expanse is mainly a choral product, able to exalt all the characters and get exalted thanks to their growth.
James Holden is the captain of this team of valiant leaders of humanity in the extended sense, a man capable of intercepting the needs of Earthlings, Martians and Belts and detach himself from the hunger for power and blind knowledge that grips those who live in search of a fleeting glory and personalism cause, today as yesterday, of internal wars and no limits.
Holden is the Jon Snow of The Expanse, his John Locke, repository of mysticism and faith never tamed but never foolish. A silent leader capable of putting general interests before personal ones.
At his side a team that soon became a family, more and more cohesive, more and more numerous.
Thanks to the strength of this extraordinary group, the authors have been able to afford a fifth season more thinned out without ever making it dispersive.
The Expanse has done, in season 5, what The Walking Dead has been doing for years, without ever fraying the story, without ever making the series lose interest.
Amos soon became the idol of the fans. Alex an important reference point thanks to which we felt at home every time we lost our way (let's forget about his personal story for now..).
Naomi a fire around which to gather before the next battle, the next exploration, the next jump into the void.
And it was the latter that was the big star of this last segment. Dominique Trippier had to undergo inhuman efforts to cope with the physical and emotional challenges of this sumptuous fifth season.
The woman, in her attempt to reconcile with her lost son, has been put to the test over and over again proving to be the true star of this season and the focal point around which almost all the protagonists have moved their actions and, in all likelihood, will move those we will see in the final season.
The extraordinary thing that the series has been able to do, however, is related to the so-called secondary characters, as long as they can be defined as characters like Fred Johnson, the Avarasala and Camina Drummer.
Each of these characters deserves a poster in the bedroom.
The independent and controversial leader, all brains and strategy, always in the middle between being too anarchic and too accommodating, ruthless and hesitant, violent and peaceful. A visionary and courageous figure, able to go against the tide, attracting envy and loyal followers.
Chrisjen Avarasala is the woman of power but never attracted by power, a very strong and charismatic woman, always able and willing to be on the right side of the world. Shohreh Agadashloo's charm and stage presence do the rest.
Personally, however, I have an unprecedented weakness for the character perhaps more, in intention, marginal than those mentioned so far. Camina Drummer is the eternal underdog, the eternal underestimated, a courageous woman in one piece but also strongly anchored to her ideals and her emotions. She is a very complex figure who emerges year after year to become, in fact, one of the most beloved characters of the entire series.
Her are the most epic moments, those where the heat of the moment takes possession of us and where we abandon all balance prerogative of a cheer without filters for our favorite belt.
This masterful balance that the authors have been able to find, however, would not have been so easy to build without the inclusion of a convincing villain.
In the last 2 seasons that villain has the face of Marco Inaros, a rebellious and insurrectionist belter with a toxic and destructive charm. His diabolical plan exploded in all its power in the fifth season, generating incredible chaos throughout the known universe.
As with Thanos in the Marvel Cinematic Universe, Marco Inaros is a compelling villain for 2 main reasons:
His personal connection to some of the main characters. We are thinking of Naomi of course, with whom he shared a love story from which a son was born, but also Camina Drummer, the true and unwitting architect of the rebirth of Marco Inaros and his group of revolutionaries.
His being an anti-hero more than a villain. Just like Tony Soprano or Walter White, Jax Teller or Frank Underwood, Marco Inaros is moved by something that we have no trouble understanding, that we have no trouble legitimizing. The use of brutal violence and fundamentalism that accompany his action make him a villain to condemn but we fail, at least in part, to empathize with him and his choices in some cases.
The sixth season, as mentioned, will be, unfortunately, the last.
The expectation is important, aware that so far The Expanse has known how to
Follow me
WEBSITE
www.serialfiller.org
INSTAGRAM
https://www.instagram.com/nellamentediunserialfiller/
TWITTER
https://twitter.com/FillerSerial
FACEBOOK
https://www.facebook.com/Nella-mente-di-un-SerialFiller-112405587217122/
Ed ecco una versione spagnola per voi. Scusate gli errori in anticipo...
ESP
La quinta temporada nos ha confirmado cómo, aunque los minutos de los protagonistas se hayan reducido, The Expanse es principalmente un producto coral, capaz de exaltar a todos los personajes y emocionarse con su crecimiento.
James Holden es el capitán de este equipo de valientes líderes de la humanidad en sentido amplio, un hombre capaz de interceptar las necesidades de terrícolas, marcianos y cinturones y desprenderse del hambre de poder y conocimiento ciego que atenaza a quienes viven en busca de una gloria efímera y un personalismo causante, hoy como ayer, de guerras internas y sin límites.
Holden es el Jon Snow de The Expanse, su John Locke, depositario del misticismo y la fe, nunca domesticado pero nunca tonto. Un líder silencioso capaz de anteponer los intereses generales a los personales.
A su lado un equipo que pronto se convirtió en una familia, cada vez más cohesionada, cada vez más numerosa.
Gracias a la fuerza de este extraordinario grupo, los autores pudieron permitirse una quinta temporada más fina sin llegar a ser dispersa.
The Expanse hizo, en la quinta temporada, lo que The Walking Dead lleva años haciendo, pero sin llegar a deshilachar la historia, sin hacer que la serie pierda interés.
Amos se convirtió rápidamente en un ídolo de los fans. Alex un importante punto de referencia gracias al cual nos sentimos como en casa cada vez que nos perdemos (olvidemos su historia personal por ahora...).
Naomi un fuego alrededor del cual podíamos reunirnos antes de la siguiente batalla, la siguiente exploración, el siguiente salto al vacío.
Y fue este último el gran protagonista de este último segmento. Dominique Trippier ha tenido que realizar esfuerzos inhumanos para afrontar los retos físicos y emocionales de esta suntuosa quinta temporada.
La mujer, en su intento por reconciliarse con su hijo perdido, ha sido puesta a prueba una y otra vez resultando la verdadera protagonista de esta temporada y el punto central en torno al cual han movido sus acciones casi todos los personajes y, con toda probabilidad, moverán los que veremos en la temporada final.
Sin embargo, lo extraordinario que ha conseguido la serie está relacionado con los llamados personajes secundarios, si se pueden definir como personajes como Fred Johnson, el Avarasala y Camina Drummer.
Cada uno de estos personajes merece un póster en el dormitorio.
El líder independiente y controvertido, todo cerebro y estrategia, siempre en el medio entre ser demasiado anárquico y demasiado complaciente, despiadado y vacilante, violento y pacífico. Una figura visionaria y valiente, capaz de ir a contracorriente, que atrae envidias y fieles seguidores.
Chrisjen Avarasala es la mujer del poder pero nunca atraída por el poder, una mujer muy fuerte y carismática, siempre capaz y dispuesta a estar en el lado correcto del mundo. El encanto y la presencia escénica de Shohreh Agadashloo hacen el resto.
Personalmente, sin embargo, tengo una debilidad sin precedentes por el personaje que es quizás más, en intención, marginal que los mencionados hasta ahora. Camina Drummer es la eterna infravalorada, la eterna subestimada, una mujer valiente de una pieza pero también fuertemente anclada a sus ideales y a sus emociones. Es una figura muy compleja que surge año tras año para convertirse en uno de los personajes más queridos de toda la serie.
Los suyos son los momentos más épicos, aquellos en los que el calor del momento se apodera de nosotros y en los que abandonamos toda prerrogativa de equilibrio para animar sin filtro a nuestro cinturón favorito.
Sin embargo, este magistral equilibrio que los autores han sabido encontrar no habría sido tan fácil de construir sin la inclusión de un villano convincente.
En las últimas 2 temporadas ese villano tiene el rostro de Marco Inaros, un bello rebelde e insurrecto con un encanto tóxico y destructivo. Su diabólico plan explotó con toda su fuerza en la quinta temporada, causando increíbles estragos en todo el universo conocido.
Al igual que Thanos en el Universo Cinematográfico de Marvel, Marco Inaros es un villano convincente por 2 razones principales:
Su conexión personal con algunos de los personajes principales. Estamos pensando en Noemí, por supuesto, con quien compartió una historia de amor de la que nació un hijo, pero también en Camina Drummer, la verdadera e involuntaria artífice del renacimiento de Marco Inaros y su grupo de revolucionarios.
Que sea un antihéroe más que un villano. Como le ocurrió a Tony Soprano o a Walter White, a Jax Teller o a Frank Underwood, a Marco Inaros le mueve algo que no nos cuesta entender, que no nos cuesta legitimar. El uso de la violencia brutal y el fundamentalismo que acompaña a sus acciones lo convierten en un villano a condenar pero no logramos, al menos en parte, empatizar con él y sus decisiones en algunos casos.
La sexta temporada, como se ha mencionado, será, por desgracia, la última.
La espera es de esas importantes, conscientes de que hasta ahora The Expanse ha sabido

Ed ecco una versione francese per voi. Scusate gli errori in anticipo...
# FRSeguitemi soprattutto su serialfiller.org
Ci tengo, mi raccomando, è quello il modo migliore per stare sempre aggiornati sul mio progetto e farlo crescere.
Iscrivetevi se potete, e soprattutto volete, lo apprezzerei davvero molto.
Follow me
WEBSITE
www.serialfiller.org
INSTAGRAM
https://www.instagram.com/nellamentediunserialfiller/
TWITTER
https://twitter.com/FillerSerial
FACEBOOK
https://www.facebook.com/Nella-mente-di-un-SerialFiller-112405587217122/
La cinquième saison nous a confirmé que, même si les minutes du personnage principal ont été réduites, The Expanse est principalement un produit choral, capable d'exalter tous les personnages et de s'enthousiasmer pour leur croissance.
James Holden est le capitaine de cette équipe de valeureux leaders de l'humanité au sens large, un homme capable d'intercepter les besoins des Terriens, des Martiens et des Belts et de se détacher de la faim de pouvoir et de savoir aveugle qui tenaille ceux qui vivent à la recherche d'une gloire éphémère et d'un personnalisme cause, aujourd'hui comme hier, de guerres intestines et sans limites.
Holden est le Jon Snow de The Expanse, son John Locke, dépositaire du mysticisme et de la foi, jamais apprivoisé mais jamais idiot. Un leader silencieux capable de faire passer les intérêts généraux avant les intérêts personnels.
À ses côtés, une équipe qui est vite devenue une famille, de plus en plus soudée, de plus en plus nombreuse.
Grâce à la force de ce groupe extraordinaire, les auteurs ont pu se permettre une cinquième saison amincie sans jamais la rendre dispersive.
The Expanse a fait, dans la saison 5, ce que The Walking Dead fait depuis des années, mais sans jamais effilocher l'histoire, sans jamais faire perdre l'intérêt de la série.
Amos est rapidement devenu l'idole des fans. Alex, un point de référence important grâce auquel nous nous sommes sentis chez nous chaque fois que nous nous sommes perdus (oublions pour l'instant son histoire personnelle...).
Naomi un feu autour duquel nous pourrions nous rassembler avant la prochaine bataille, la prochaine exploration, le prochain saut dans le vide.
Et c'est ce dernier qui a été la grande vedette de ce dernier segment. Dominique Trippier a dû fournir des efforts inhumains pour relever les défis physiques et émotionnels de cette somptueuse cinquième saison.
La femme, dans sa tentative de réconciliation avec son fils perdu, a été mise à l'épreuve à maintes reprises, ce qui en fait la véritable star de cette saison et le point central autour duquel presque tous les personnages ont orienté leurs actions et, selon toute vraisemblance, ceux que nous verrons dans la dernière saison.
La chose extraordinaire que la série a pu faire, cependant, est liée aux personnages dits secondaires, si l'on peut les définir comme des personnages comme Fred Johnson, l'Avarasala et Camina Drummer.
Chacun de ces personnages mérite un poster dans la chambre.
Le chef indépendant et controversé, tout en intelligence et en stratégie, toujours à mi-chemin entre l'anarchie et la complaisance, l'impitoyable et l'hésitation, la violence et la paix. Une figure visionnaire et courageuse, capable d'aller à contre-courant, attirant l'envie et des adeptes fidèles.
Chrisjen Avarasala est la femme de pouvoir mais jamais attirée par le pouvoir, une femme très forte et charismatique, toujours capable et désireuse d'être du bon côté du monde. Le charme et la présence scénique de Shohreh Agadashloo font le reste.
Personnellement, cependant, j'ai une faiblesse sans précédent pour le personnage qui est peut-être plus, en intention, marginal que ceux mentionnés jusqu'ici. Camina Drummer est l'éternel outsider, l'éternel sous-estimé, une femme courageuse en un seul morceau mais aussi fortement ancrée à ses idéaux et à ses émotions. C'est une figure très complexe qui émerge année après année pour devenir l'un des personnages les plus aimés de toute la série.
Ce sont les moments les plus épiques, ceux où la chaleur du moment prend possession de nous et où nous abandonnons toute prérogative d'équilibre d'une acclamation sans filtre pour notre ceinture préférée.
Cet équilibre magistral que les auteurs ont su trouver n'aurait cependant pas été aussi facile à construire sans l'inclusion d'un méchant convaincant.
Dans les deux dernières saisons, ce méchant a pris le visage de Marco Inaros, un belliqueux rebelle et insurrectionnel au charme toxique et destructeur. Son plan diabolique a explosé en pleine puissance dans la saison 5, causant des ravages incroyables dans l'univers connu.
Comme Thanos dans le Marvel Cinematic Universe, Marco Inaros est un méchant fascinant pour deux raisons principales :
Son lien personnel avec certains des personnages principaux. Nous pensons bien sûr à Naomi, avec qui il a partagé une histoire d'amour dont est né un fils, mais aussi à Camina Drummer, véritable architecte involontaire de la renaissance de Marco Inaros et de son groupe de révolutionnaires.
Il est plus un anti-héros qu'un méchant. Comme ce fut le cas pour Tony Soprano ou Walter White, Jax Teller ou Frank Underwood, Marco Inaros est mû par quelque chose que nous n'avons aucune difficulté à comprendre, que nous n'avons aucune difficulté à légitimer. L'utilisation d'une violence brutale et le fondamentalisme qui accompagne ses actions en font un méchant à condamner, mais nous ne parvenons pas, du moins en partie, à éprouver de l'empathie pour lui et ses choix dans certains cas.
La sixième saison, comme mentionné, sera, malheureusement, la dernière.
L'attente est de ces importants, conscient que jusqu'à présent The Expanse a connu