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Agents of S.H.I.E.L.D.

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REFLEXIÓN SOBRE LA SERIE MARVELS ANGENTS OF SHIELDS/REFLECTION ON THE MARVELS ANGENTS OF SHIELDS SERIES[ESP/ENG]@yasmarit1040d
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  1. La fine di Marvel Agents of S.H.I.E.L.D.: Fine gloriosa per la prima serie Marvel - part 2/2@serialfiller2099d

    Da Skye a Daisy Johnson

    Daisy è stata quella che, insieme a Coulson, ha vissuto il percorso più travagliato, raggiungendo una destinazione inattesa. Per lei c'è stato addirittura un cambio di nome, di identità nel corso delle stagioni. Quella che era Skye, hacker anarchica e insurrezionalista, è ben presto diventata Daisy, parte integrante di una famiglia che avrebbe fatto di tutto per difendere gli esseri umani da pericoli terrestri e non, interni ed esterni. La sua parabola l'ha portata ad essere la prima supereroina degli agenti dello S.H.I.E.L.D. permettendo alla serie di introdurre il suo primo vero supereroe: Quake.

    Ma aldilà dei nomi propri, e dei simboli. quello di Skye/Daisy/Quake è stato un viaggio che ha visto una ragazza sola, senza amici e una vera famiglia, una ragazza fuori dagli schemi, solitaria, determinatissima a combattere i mulini a vento con il suo pc, diventare una donna che avrebbe sacrificato se stessa, la sua stessa vita per i suoi compagni, per quella che era diventata la sua famiglia. Skye è diventata Daisy non per una questione meramente anagrafica ma per una svolta che il suo personaggio, il suo carattere ha concesso a se stessa, grazie all'influenza dei vari Coulson (figura paterna), Melinda (mentore sul campo), Mack (il fratellone protettivo) e gli altri compagni di viaggio. Quello che Skye era stata non è svanito nel nulla ma è stato incanalato in Daisy, portando a compimento un'evoluzione piena e credibile, conclusasi con il finale di serie.

    image.png

    L'omone indistruttibile

    Seppur possa sembrare il cammino più "piatto" e monodimensionale, anche quello di Mack è stato un sentiero ricco di svolte. Nelle ultime stagioni Mack è diventato Coulson, almeno gerarchicamente. Gli eventi che si sono susseguiti lo hanno costretto ad essere il Direttore, la figura di riferimento, la roccia incrollabile per tutta la squadra.

    Ai suoi esordi Mack era invece stato introdotto come un ragazzo determinato, fortissimo e ricco di capacità ma non lasciava intravedere quel che carisma che è emerso negli anni. Anche per lui, quindi, c'è stata una vera crescita, un preciso cambiamento costruito in 7 lunghe stagioni.

    The Cavalry

    Cosa dire di Melinda May. L'agente tutta arti marziali e cattiveria "agonistica", tutta impeto e muscoli, ha finito per essere la donna più empatica del mondo. Il caso e la "vita" con la "crew" hanno giocato uno scherzo imprevedibile, trasformano la micidiale "cavalry" in una dottoressa, una professoressa in psicologia vera e propria. Ennesima prova del lavoro sottile fatto dagli autori che, episodio dopo episodio hanno tessuto una trama di rapporti e di fondamentali intrecci emotivi fra la May e i compagni, aggiungendo una nota romantica molto particolare rispetto all'agente Coulson. La loro è stata una liàson impossibile ma mai forzata.

    FitzSimmons

    Sarebbe assurdo parlare di Leopold Fitz senza parlare di Jemma Simmons. Non è un caso se il duo di scienziati sia ben presto diventato "FitzSimmons" per tutti i fan.

    I 2 scienziati, esperti di qualsiasi cosa, infaticabili pionieri su qualsivoglia tecnologia, reperto archeologico, astrologico, astrofisico e chi più ne ha più ne metta, hanno finito per amarsi. Un banale, semplice innamoramento da ufficio, verrebbe da dire.

    La loro è diventata la storia d'amore, una delle storie d'amore più tormentate della storia delle storie d'amore in tv.

    Ogni volta che si avvicinavano vi era qualche fenomeno strano che li allontanava, li respingeva, li nascondeva all'altro.

    L'ultima stagione ha visto addirittura un allontanamento fisico accompagnato da una totale perdita di memoria e conoscenza della posizione dell'altro.

    Il costo da pagare quando vuoi e devi salvare ripetutamente il mondo!

    Aldilà dei meme che hanno da anni invaso il web, i tanti gruppi che portano il loro nome, Fitz & Simmons sono diventati 2 esseri umani capaci di proiettarsi oltre la mera ricerca scientifica. Il loro incontro non è stato solo l'incontro di 2 menti ma di 2 cuori, finalmente aperti all'amore (per quanto atipico e disfunzionale) ed alla costruzione di un legame affettivo duraturo e tenace.

    Philip Coulson

    Diciamola tutta. Senza Philip Coulson, Agents of SHIELD avrebbe poco senso.

    E' stato lui l'unico vero legame con l'MCU, è stato lui il Faro della squadra, è stato lui l'elemento Marvel per eccellenza, non per i suoi poteri (inesistenti) ma per la sua distintiva e caratteristica ironia, in puro stile Marvel.

    A differenza degli altri Coulson si è evoluto poco in termini caratteriali ma ha letteralmente vissuto 7 vite. Nessuno più di lui ha vissuto sulla sua pelle la tragedia del distacco, la disumanità dell'essere privi di sentimenti, il non poter tornare indietro, il lasciarsi indietro ogni singola persona cara.

    L'agente Smith di Wachowskiana memoria si è trasformato in una sorta di Doctor Who a stelle e strisce. image.png

    La fine di Agents of S.H.I.E.L.D. arriva, non casualmente, dopo la fine della fase 3 MCU ed ad un passo dall'esordio non solo della fase 4 ma delle serie tv Marvel targate Disney +.

    Il congedo di Coulson & co, rappresenta una vera e propria fine di un'era.

    Un'era fatta di attese ma anche di tanta normalità, di pretese ma anche di una capacità di sapersi accontentare.

    L'impressione è che nel suo piccolo anche la serie tv di Whedon sia artefice del successo del MCU e della nuova fase alle porte. Coulson ed il suo team sono stati i traghettatori silenti del brand Marvel in tv, aprendo la strada ai Daredevil ed ai Loki che verranno, fungendo da apriprista e laboratorio, incassando qualche colpo ma reagendo sempre con eleganza ed in silenzio.

    Nonostante i difetti e alcune attese tradite, Marvel Agents of S.H.I.E.L.D. ci mancherà. Coulson, Mack, Fitz, Simmons, Deke, Daisy, Melinda ci mancheranno come ci mancherebbero degli amici, magari occasionali, con i quali abbiamo vissuto tante avventure in un particolare ciclo della nostra vita. Qualche volta ci hanno dato buca senza avvisare, altre volte non sono stati divertenti, forse non erano i primi a cui pensare per sfogarsi un pò o tirare su il morale, ma erano sempre li pronti a regalare qualche sorriso e allegerire la giornata.

    Senza chiedere molto in cambio.

    Ed ecco che allora, le parole di Coulson proferite ad Enoch nello splendido episodio "As I Always have been" suonano quasi profetiche al momento dell'addio. Ed è con esse che voglio chiosare:

    Dying is lonely. But the feeling is temporary... at least for the person dying. The ones who are left behind... less so. I guess that's the one advantage to going first. Trama: 6,5 Sviluppo Personaggi: 9 Complessità: 6,5 Originalità: 6,5 Cast: 6++ Impatto sulla serialità contemporanea: 7,5 Comparto tecnico: 7 Regia: 6-- Intrattenimento: 9 Coinvolgimento emotivo: 8 Soundtrack: 5

    https://www.serialfiller.org/post/marvel-agents-of-s-h-i-e-l-d-la-fine-del-percorso-della-prima-serie-tv-targata-marvel

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  2. La fine di Marvel Agents of S.H.I.E.L.D.: Fine gloriosa per la prima serie Marvel - part 1/2@serialfiller2100d

    Era da poco cominciata la, cosiddetta, fase 2 del MCU (Marvel Cinematic Universe), quando il colosso dei fumetti esordì in televisione.

    Il palcoscenico era una tv generalista come la abc, i protagonisti degli eroi molto poco super.

    Il 24 settembre del 2013 andava in onda il pilot di Marvel Agents of S.H.I.E.L.D.

    Sull'onda del successo planetario dei primi Avengers, dei film dedicati ad Iron Man, Captain America, Hulk e Thor, la Marvel decise di "invadere" un altro territorio, proprio come un Thanos in giacca e cravatta avrebbe fatto.

    A 7 anni di distanza è difficile proiettari sul pubblico, sui lettori, sugli spettatori del 2020 l'attesa che quel prodotto portava con se.

    Provate ad immaginare il seguente scenario.

    Il medium televisivo stava vivendo un'ascesa irrefrenabile, la golden age stava lasciando spazio alla peak tv, sempre più prodotti televisivi di qualità venivano lanciati sul piccolo schermo, molti attori famosi si lasciavano convincere dalle produzioni seriali, molti più investimenti venivano garantiti nelle serie tv.

    Dall'altra parte della barricata vi era stata l'esplosione dei film facenti parte del MCU.

    La visione di Kevin Feige stava cambiando per sempre il mondo cinematografico.

    Nessuno, prima dell'uscita di Iron Man, avrebbe immaginato che potesse esistere un modo per trasporre sul grande schermo le avventure nate dalla mente e dalla penna di Stan Lee, con credibilità e verosimiglianza. image.png

    Nella stessa Marvel l'universo ideato da Feige era visto come una scommessa, come un'ultima spiaggia prima di drastici ripensamenti e ridimensionamenti.

    Il resto è storia, è attualità, è contemporaneità.

    Marvel Agents of S.H.I.E.L.D. rappresentava il legame fra quell'universo cinematografico ed il suo fratellino televisivo.

    Doveva essere l'alba di una nuova era.

    Il risultato non fu quello atteso.

    Il motivo risiedeva tutto nell'aspettativa dei fan e, strano a dirsi, in una campagna pubblicitaria fallace da parte della Marvel.

    Presentare la serie tv di Joss Whedon come il gemello seriale dei film della fase 1, è stato, obiettivamente, un passo falso.

    La Marvel sapeva benissimo che il budget sarebbe stato inferiore, l'azione limitata, l'utilizzo di personaggi famosi praticamente inesistente.

    Di fronte a questo gli spettatori si sono sentiti confusi, ed in parte traditi.

    Marvel Agents of S.H.I.E.L.D. fu accolta molto tiepidamente.

    Phil Coulson (Clark Gregg) era l'unico personaggio noto agli amanti dell'MCU, grazie alla sua apparizione al fianco di Nick Fury (Samuel L.Jackson) in alcune pellicole. L'agente Coulson era un agente importante dello S.H.I.E.L.D. (Strategic Homeland Intervention, Enforcement and Logistics Division) ma non era di certo un supereroe alla Thor o alla Captain America, a lui non erano stati dedicati numeri di fumetti leggendari, non era l'idolo di nessun Nerd o l'uomo intrepido le cui gesta erano note a tutti gli appassionati.

    Accanto a lui un manipolo di uomini e donne ordinari, accomunati da un grande coraggio, ideali patriottici, mentalità aperta, grandi competenze scientifiche o strategiche. image.png

    Nessuno aveva superpoteri, nessuno di loro discendeva da razze aliena, nessuno aveva il sangue "blu" da eroe dei fumetti.

    Questa discrepanza fra quello che le persone attendevano di vedere e quello che la serie Marvel mostrò, effettivamente, loro, causò una quasi immediata rottura fra pubblico e opera.

    Il fatto che Marvel Agents of S.H.I.E.L.D. sia arrivata alla settima stagione testimonia che, in fondo, quella delusione iniziale sia stata ben presto spazzata via.

    Coulson e compagni ne hanno sempre dovuto portare il peso, non riuscendo mai a scrollarla di dosso, e non riuscendo mai a sfondare davvero. Episodio dopo episodio, però, hanno convinto gli spettatori a restare ed, anno dopo anno, a prodigarsi in un timido passaparola.

    Il risultato è stato che la serie tv, che sembrava essere in procinto di essere cancellata sin dopo il primo ciclo di episodi, è riuscita a continuare il proprio percorso, sino alla settima, e conclusiva, stagione andata in onda in questo 2020 e conclusasi pochi giorni fa con il season finale "What We're Fighting for".

    Quello che è sempre mancato alla serie tv è stato il fatto di poter contare sulle apparizioni di guest star dall'MCU. Tutti ci aspettavamo che prima o poi il martello di Thor entrasse in scena, anche solo per pochi minuti, o che Vedova Nera si confrontasse con il team "Coulson" durante una delle sue operazioni. Questo non è mai avvenuto.

    Da un lato la delusione è stata palpabile, dall'altro ha permesso alla serie di costruire la propria identità senza aver bisogno dei suoi fratelli maggiori. E' stato dunque un percorso più solido e credibile, che ha pagato dividendi nel tempo, regalando longevità alla serie e anche molte piccole soddisfazioni.

    L'episodio finale, con tutte le sue imperfezioni, ha ribadito questo concetto.

    Lasciare andare Mack e Helena, Daisy e Melinda, Deke, Jemma, Fitz e l'immortale Phil Coulson, non è stato facile.

    Abbiamo avvertito un sincero magone quando "Lola" ha spiccato il volo per l'ultima volta, quando la squadra ha portato a termine l'ultima missione, quando Jemma e Fitz hanno vissuto la loro ultima riconciliazione, quando Daisy si è innamorata, quando Melinda ha dato un calcio alla sua vecchia vita, quando Mack ha continuato a portare nel mondo il suo forte idealismo e la sua Helena ha continuato a correre.

    Quel magone, quel sospiro, quella lacrimuccia (durata magari il tempo di un battito d'ali) è la testimonianza dell'affetto che il pubblico oramai era in grado di provare per gli agenti ordinari di questo straordinario mondo di supereroi costruito da Kevin Feige e Stan Lee oltre 10 anni fa.

    Daltronde, non è da tutti durare 7 stagioni, superare critiche e diffidenze, ripartire continuamente come se quella fosse l'ultima stagione.

    La serie tv con protagonista Phil Coulson e il suo team è stata, invece, capace di tenere la barra dritta, superare ogni burrasca e approdare al porto sana e salva, come e quando aveva deciso di lasciare cadere l'ancora.

    La stagione conclusiva è stata tutt'altro che esente da difetti, villain poco credibili, alcuni schemi ripetuti per l'ennesima volta, poco spazio a riferimenti espliciti al MCU e qualche piccola forzatura, ma ha saputo concludere il percorso di ogni singolo componente dell'equipaggio, oramai divenuto interstellare, oltre che crononauta.

    Quasi specularmente a quanto accadeva con Lost, ogni personaggio ha ribaltato le proprie aspettative rispetto agli esordi, sviluppando un cammino complesso e convincente che ha portato ogni membro del team a raggiungere una maturità completa.

    Precedentemente postato su:

    https://www.serialfiller.org/post/marvel-agents-of-s-h-i-e-l-d-la-fine-del-percorso-della-prima-serie-tv-targata-marvel

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  3. Marvel Agents of Shield: The End before the end@serialfiller2238d

    Tunnel Wave.png

    A century seems to have passed since ABC revealed that the spearhead of the serial schedule would be the very first MARVEL series to land on the small screen. The American generalist TV set up in the MARVEL context, which was experiencing its ascent following the arrival of the first Avengers on the big screen, promising a series that would somehow fit into the Marvel Cinematic Universe, without however intersecting in a deep way but living off its own characters, its own storylines. To direct the series would have been a very big name like Jos Whedon with his brother Jed as scriptwriter. The very high hype, however, was disregarded. In MARVEL Agents of Shield there were no Thor or Iron Man, there were no superheroes, there were no tights, there were no enemies with amazing powers but only a lot of quotes and references to the most famous heroes. The fans soon abandoned the series that saw an incredible drop in ratings and that from the very first episodes was at risk of cancellation. Fortunately for us, after 6 years we are here to talk about the sixth season of MARVEL Agents of Shield. The ABC for once turned a blind eye to the ratings and was able to convince itself of the potential of a series that had perhaps deluded on characters and themes that would have addressed but that like a turbo diesel was able to gear up after half an introductory season without stopping. Since then the series has never disappointed again. He inherited from MCU the irony, the nerditude, the gravitas in crucial moments, the ability to build complicated but coherent worlds and characters and gradually introduced his heroes, sometimes human, sometimes inhuman, sometimes divine, sometimes enhanced. Those who were able to resist the idea of initial abandonment have seen high dividends paid. Today, while the Marvel/Netflix sereie set sail, the arrowverse is an ever more indistinct jumble, other cinecomic operations struggle to emerge brilliantly on TV, the Whedon series is still a fixed point, a bastion of entertainment on TV. A series that entertains, amuses and exalts but also knows how to take charge of high emotional moments. The sixth season of the series, which just ended in the United States, has shown the same general line drawn in its long course. The start was very compact but reasoned and always fun and at the same time solemn, and then he pushed hard on the accelerator in the last episodes and gave a wonderful final double episode, dense and full of incredible twists. A series that will be sorely missed when it's gone. The imminent end leaves a great bitterness in the mouth but the certainty that the final will not disappoint given what the series has been able to give in recent years and seen the wise and daring final of the sixth season that has left the mouth watering to all fans.

    Sembra passato un secolo da quando la ABC rivelò che la punta di diamante del palinsesto seriale sarebbe stata la primissima serie MARVEL ad approdare sul piccolo schermo. La tv generalista americana si insediò nel contesto MARVEL, che viveva la sua fase di ascesa in seguito all'approdo sul grande schermo dei primi Avengers, promettendo una serie che in qualche modo si inserisse a piene mani nel Marvel Cinematic Universe, senza tuttavia intersecarsi in maniera profonda ma vivendo di propri personaggi, di proprie storyline. A dirigere la serie sarebbe stato un nome grossissimo come Jos Whedon con suo fratello Jed a sceneggiare. L'hype altissimo fu però disatteso. In MARVEL Agents of Shield non c'erano Thor o Iron Man, non vi erano supereroi, non vi erano calzamaglie, non vi erano nemici dai poteri mirabolanti ma solo un mucchio di citazioni e riferimenti agli eroi più celebri. Gli appassionati abbandonarono ben presto la serie che vide un crollo di ascolti incredibile e che sin dalle prime puntate fu a rischio cancellazione. Per nostra fortuna dopo 6 anni siamo qui a parlare della sesta stagione di MARVEL Agents of Shield. La ABC per una volta tanto ha chiuso un occhio sugli ascolti ed ha saputo convincersi del potenziale di una serie che aveva forse illuso su personaggi e tematiche che avrebbe affrontato ma che come un turbo diesel ha saputo ingranare dopo mezza stagione introduttiva senza più fermarsi. Da allora la serie non ha più deluso. Ha ereditato dall'MCU l'ironia, la nerditudine, la gravitas nei momenti cruciali, l'abilità di costruire mondi e personaggi complicati ma coerenti ed ha a poco a poco introdotto i suoi eroi, talvolta umani, talvolta inumani, talvolta divini, talvolta potenziati. Chi ha saputo resistere all'idea dell'abbandono iniziale ha visto pagare dividendi altissimi. Oggi, mentre le sereie Marvel/Netflix tramontano, l'arrowverse è un'accozzaglia sempre più indistinta, altre operazioni da cinecomic faticano ad emergere brillantemente in tv, la serie di Whedon resta dichiaratamente un punto fermo, un baluardo dell'intrattenimento in tv. Una serie che intrattiene a dovere, diverte ed esalta ma sa anche farsi carico di momenti emozionali altissimi. La sesta stagione della serie, appena conclusasi negli Stati Uniti, ha mostrato la stessa linea generale tratteggiata nel suo lungo corso. Partenza molto compassata ma ragionata e sempre divertente e al tempo stesso solenne per poi spingere molto sull'acceleratore nelle ultime puntate e regalare una doppia puntata finale stupenda, densa e piena di colpi di scena incredibili. Una serie che mancherà tanto quando non ci sarà più. La fine imminente lascia dunque un grande amaro in bocca ma la certezza che il finale non deluderà visto quanto la serie ha saputo regalare in questi anni e visto il sapiente e rocambolesco finale di sesta stagione che ha lasciato l'acquolina in bocca a tutti gli appassionati.

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  4. Agent of S.H.I.E.L.D Season 6 Episode 2 – Spoiler Free Review@readingdanvers2493d

    Agents of S.H.I.E.L.D season 6 poster.jpg

    Well, I am glad to report that the show is improving. In fact I enjoyed this episode quite a bit.

    S.H.I.E.L.D. is trying to find fake Coulson and his crew and figure out what they are and what they are after. Things are not smooth sailing and May has a hard time dealing with fake Coulson.

    Obviously the best part of the episode is May. Her wisdom combined with amazing kicking ass abilities made the episode. The way she figures things out on the go is super impressive. Everyone else are just not as impressive. Even Yo-Yo. Well, maybe Daisy would have been able to give her some contra, but she's in space now.

    I find the way S.H.I.E.L.D and its members dealing with the new situation to be a lot more interesting than the plan and interactions of fake Coulson and his crew. I really don't care what they are after, I just want their part to be over so we can have regular Coulson back.

    For now, this is interesting enough for me to continue to watch. So that is something as I don't watch a lot of TV.

    I give this episode a 7/10.

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  5. MARVEL Agents of S.H.I.E.L.D.: una serie da apprezzare fino in fondo@serialfiller2519d

    Sembra passato un secolo da quando la ABC rivelò che la punta di diamante del palinsesto seriale sarebbe stata la primissima serie MARVEL ad approdare sul piccolo schermo. La tv generalista americana si insediò nel contesto MARVEL, che viveva la sua fase di ascesa in seguito all'approdo sul grande schermo dei primi Avengers, promettendo una serie che in qualche modo si inserisse a piene mani nel Marvel Cinematic Universe, senza tuttavia intersecarsi in maniera profonda ma vivendo di propri personaggi, di proprie storyline. A dirigere la serie sarebbe stato un nome grossissimo come Jos Whedon con suo fratello Jed a sceneggiare. L'hype altissimo fu però disatteso. In MARVEL Agents of Shield non c'erano Thor o Iron Man, non vi erano supereroi, non vi erano calzamaglie, non vi erano nemici dai poteri mirabolanti ma solo un mucchio di citazioni e riferimenti agli eroi più celebri. Gli appassionati abbandonarono ben presto la serie che vide un crollo di ascolti incredibile e che sin dalle prime puntate fu a rischio cancellazione. Per nostra fortuna dopo 6 anni siamo qui a parlare della sesta stagione di MARVEL Agents of Shield. La ABC per una volta tanto ha chiuso un occhio sugli ascolti ed ha saputo convincersi del potenziale di una serie che aveva forse illuso su personaggi e tematiche che avrebbe affrontato ma che come un turbo diesel ha saputo ingranare dopo mezza stagione introduttiva senza più fermarsi. Da allora la serie non ha più deluso. Ha ereditato dall'MCU l'ironia, la nerditudine, la gravitas nei momenti cruciali, l'abilità di costruire mondi e personaggi complicati ma coerenti ed ha a poco a poco introdotto i suoi eroi, talvolta umani, talvolta inumani, talvolta divini, talvolta potenziati. Chi ha saputo resistere all'idea dell'abbandono iniziale ha visto pagare dividendi altissimi. Oggi, mentre le sereie Marvel/Netflix tramontano, l'arrowverse è un'accozzaglia sempre più indistinta, altre operazioni da cinecomic faticano ad emergere brillantemente in tv, la serie di Whedon resta dichiaratamente un punto fermo, un baluardo dell'intrattenimento in tv. Una serie che intrattiene a dovere, diverte ed esalta ma sa anche farsi carico di momenti emozionali altissimi. La sesta stagione della serie, appena conclusasi negli Stati Uniti, ha mostrato la stessa linea generale tratteggiata nel suo lungo corso. Partenza molto compassata ma ragionata e sempre divertente e al tempo stesso solenne per poi spingere molto sull'acceleratore nelle ultime puntate e regalare una doppia puntata finale stupenda, densa e piena di colpi di scena incredibili. Una serie che mancherà tanto quando non ci sarà più. La fine imminente lascia dunque un grande amaro in bocca ma la certezza che il finale non deluderà visto quanto la serie ha saputo regalare in questi anni e visto il sapiente e rocambolesco finale di sesta stagione che ha lasciato l'acquolina in bocca a tutti gli appassionati.

    SerialScore: 8+

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  6. Agents of S.H.I.E.L.D Season 6 Episode 1 – Spoiler Free Review@readingdanvers2526d

    Agents of S.H.I.E.L.D season 6 poster.jpg

    Well, this is disappointing. The previous season was pretty amazing. Really amazing. From the start I was totally into it. This is a weaker way to start the season. Perhaps my expectations were way too high.

    It appears that this season starts a year after the previous one has ended. Each agent is in a different place, but some are not.

    Phil Coulson at the end of last season told the team that they need to save Fitz. I am not sure how the logic behind it works, but I do know that some of the agents are on it.

    The rest of the team tries to rebuild after the loss of Coulson which is still felt. Especially now that they have a new threat to deal with. I have to say that I don't find this threat or plotline interesting at all. I prefer the search for Fitz.

    This episode tried to cover a lot of ground and build a problem for the season to solve, but I am not sure if it interesting enough. For now it was just an underwhelming episode.

    I give it a 6/10

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